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Casa in Trentino, Zanella attacca la Giunta: "Nessuna svolta concreta nelle politiche abitative"

"Le soluzioni proposte sono frammentarie e insufficienti"

Casa in Trentino, Zanella attacca la Giunta: "Nessuna svolta concreta nelle politiche abitative"

Foto di repertorio

A metà della XVII legislatura, il problema casa in Trentino rimane un’emergenza irrisolta, e secondo Paolo Zanella, consigliere provinciale del Partito Democratico, non si intravedono segnali di reale cambiamento. La nomina di un assessore dedicato all'abitativo, pur rappresentando un riconoscimento dell'urgenza della situazione, non è sufficiente a invertire una tendenza che continua a colpire le fasce più vulnerabili e, con il passare del tempo, anche il <strong .</strong

Zanella punta il dito contro l’impostazione delle politiche provinciali, giudicandole frammentarie e troppo orientate a sostenere la proprietà piuttosto che incentivare la locazione. La gestione del patrimonio pubblico di edilizia residenziale, in particolare, viene criticata per la lentezza di Itea nel recuperare gli alloggi sfitti. Inoltre, l'assenza di un piano credibile per nuove costruzioni pubbliche di abitazioni è vista come una mancanza grave, soprattutto in un contesto dove la domanda di case popolari è in forte crescita.

Un altro tema sollevato dal consigliere riguarda il contributo integrativo per l'affitto, che, a suo avviso, non risolve il problema in modo duraturo. Il fatto che il sostegno venga riconosciuto solo per due anni e poi sospeso per un periodo di 12 mesi, con canoni sempre più alti, rischia di spingere molte famiglie in difficoltà verso la morosità e, in alcuni casi, verso lo sfratto. Inoltre, i programmi Ri-Urb e Ri-Val, che dovrebbero favorire la riqualificazione urbana, sono considerati troppo lenti nei risultati.

Tra le proposte avanzate da Zanella ci sono il rafforzamento delle agenzie di mediazione sociale, la creazione di una garanzia pubblica contro la morosità incolpevole, misure più incisive per rimobilizzare gli alloggi sfitti e la possibilità per i Comuni di differenziare l'Imis tra affitti residenziali e turistici brevi. Infine, il consigliere sottolinea la necessità di rilanciare il Comitato per la condizione abitativa, chiedendo che torni ad essere un luogo di confronto strategico fondato su dati concreti, piuttosto che un semplice strumento di comunicazione delle decisioni già prese dalla Giunta.

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