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Movida alternativa

Orizzonti lancia la sfida di un aperitivo culturale: la proposta per unire studenti e residenti di Padova

La proposta punta a trasformare il “mercoledì universitario” in un’occasione di dialogo e crescita culturale: prime prove al Berlino Beer Food & Music nel cuore di Padova

Alessandro Dianin di Orizzonti, sullo sfondo il locale Berlino a Padova

Alessandro Dianin di Orizzonti, sullo sfondo il locale Berlino a Padova

A Padova convivono da sempre due anime: quella dei residenti e quella della popolazione universitaria. Un equilibrio non sempre semplice, ma che può trasformarsi in un’opportunità. Questa è la visione di Alessandro Dianin, esponente dell’associazione Orizzonti, per il capoluogo euganeo.

Gli studenti, sottolinea Dianin, rappresentano «una grande risorsa per la città», soprattutto per una realtà europea come Padova, chiamata a valorizzare la propria dimensione internazionale e giovanile. Proprio per questo motivo, la componente giovanile dell’associazione, Giovani Orizzonti, ha dato vita a un progetto pilota che mira a riscrivere, in chiave culturale, uno dei momenti simbolo della vita studentesca: il mercoledì universitario.

Per testare l'iniziativa, è stato coinvolto il Berlino Beer Food & Music in via Ognissanti, dove è stato instaurato il "Berlino social club": una rassegna di aperitivi divulgativi nel cuore della città del Santo. Qui, durante il tradizionale appuntamento del “mercolegin”, vengono invitati ospiti provenienti da mondi diversi – cultura, sport, arte, politica – per dialogare con i giovani in un contesto informale ma stimolante.

L’obiettivo è quello di superare la contrapposizione tra residenti e universitari, trasformando la movida in uno spazio di confronto e partecipazione. «L’idea – spiega Dianin – è rompere il conflitto partendo proprio dalla vivacità dei ragazzi, proponendo una movida diversa, tutta padovana».

La proposta si inserisce nel dibattito più ampio sul decoro urbano e sulla gestione della vita notturna, che da anni anima gli spazi di confronto dell'università e delle istituzioni. Secondo Dianin, infatti, le criticità legate alla quiete pubblica non possono essere affrontate con approcci estremi. «Non si risolvono né con il lassismo né con il securitarismo», afferma, «ma attraverso soluzioni intermedie che coinvolgano concretamente la società civile».

Il progetto si propone così come un laboratorio urbano: un tentativo di conciliare esigenze diverse attraverso cultura, partecipazione e responsabilità condivisa. Una sfida che riguarda non solo gli studenti, ma l’identità stessa di Padova come città universitaria europea.

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