Cerca

Test Miles 33

Scopri tutti gli eventi

EVENTI

Festa del Papà

Poste Italiane, la casa che accoglie: la storia di Marco Marseglia

Nel Trevigiano, un padre oltre i confini della famiglia tradizionale: affido, solidarietà e impegno sociale

Marseglia e famiglia

Marseglia e famiglia

Nel giorno della Festa del Papà, la storia di Marco Marseglia restituisce profondità a una ricorrenza che spesso rischia di restare simbolica. La sua esperienza racconta un’idea di paternità che supera il legame biologico per tradursi in accoglienza, responsabilità e apertura verso l’altro.

Dipendente di Poste Italiane dagli anni Novanta, Marseglia ha iniziato come portalettere a Treviso, per poi approdare all’area commerciale, dove oggi gestisce i rapporti con grandi aziende del Nord Est. Un lavoro costruito sulle relazioni, sull’ascolto e sulla capacità di mettersi nei panni degli altri, competenze che – racconta – si riflettono pienamente anche nel suo ruolo di padre.

Sposato dal 2005 con Laura, musicista e insegnante, è padre di due figli naturali oggi ventenni. Una storia familiare apparentemente ordinaria, che a un certo punto prende però una direzione diversa: il desiderio di allargare la famiglia non in senso biologico, ma attraverso l’accoglienza. La prima esperienza è quella di un’adolescente con un passato complesso, accompagnata nel percorso di studi fino alla laurea; poi una madre con una bambina, ospitate per un periodo in un momento di difficoltà. Da lì nasce un impegno più strutturato nell’affido familiare: prima un neonato di sei mesi, poi una madre con due figli piccoli. La donna riesce nel tempo a riorganizzare la propria vita, mentre i due bambini restano nella famiglia Marseglia, dove crescono e si stabilizzano.

La prova più significativa arriva con una richiesta urgente di accoglienza: un bambino con una disabilità genetica e una storia di grave trascuratezza. Non parlava e non camminava, non per una patologia fisica, ma per mancanza di cure e stimoli adeguati. Oggi quel bambino è un ragazzo di tredici anni che parla, frequenta la scuola, fa scout e conduce una vita attiva. Un cambiamento reso possibile non solo dall’impegno dei genitori, ma da un intero nucleo familiare che si è aperto senza riserve, accogliendolo come un fratello.

Quella vissuta dai Marseglia non è un’adozione, ma un affido vero e proprio, che prevede incontri regolari con la famiglia d’origine. Una scelta complessa, che richiede equilibrio e consapevolezza: mantenere il legame, quando possibile, significa riconoscere ai bambini il diritto alla propria storia, anche quando questo comporta fatica emotiva. I minori in affido, sottolinea Marseglia, vivono una condizione delicata, sospesa tra due mondi affettivi, ma proprio per questo sviluppano una forza e una capacità di adattamento straordinarie.

Anche i figli naturali hanno attraversato un percorso di crescita dentro questa esperienza, inizialmente con qualche dubbio, poi trasformato in consapevolezza. La condivisione ha rafforzato in loro empatia e maturità, diventando una risorsa piuttosto che una sottrazione.

La gestione di una famiglia così articolata si intreccia inevitabilmente con il lavoro, in un equilibrio che lo stesso Marseglia definisce dinamico e mai definitivamente acquisito. In questo percorso, il ruolo della moglie Laura è centrale: è lei a seguire quotidianamente i figli, tra scuola, attività, terapie e rapporti con i servizi sociali, rendendo possibile un’organizzazione complessa che si regge su una scelta condivisa.

Accanto all’impegno familiare, Marseglia porta avanti anche quello pubblico: da tre anni è presidente del Forum delle Famiglie del Veneto, realtà che riunisce diverse associazioni con l’obiettivo di rappresentare le esigenze delle famiglie presso le istituzioni. Un impegno che nasce dall’esperienza diretta e dalla convinzione che il benessere delle famiglie sia un elemento fondamentale per la tenuta sociale.

Alla fine, il senso della sua esperienza si condensa in una definizione essenziale di paternità: esserci. Non solo per i figli naturali, ma per tutti quelli che entrano, anche temporaneamente, nella sua casa e nella sua vita. Un esserci che non si limita alla presenza, ma si traduce in responsabilità, ascolto e disponibilità a non tirarsi indietro, nella consapevolezza che ogni piccolo progresso, anche il più faticoso, ha un valore che supera di gran lunga il sacrificio necessario per ottenerlo.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edizione