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Montebelluna si mobilita contro la dispersione scolastica con un convegno aperto alla cittadinanza

Martedì 24 marzo la biblioteca comunale ospita un incontro promosso dalle cooperative Kirikù, Carovana, Luoghi comuni e Adelante per approfondire le sfide dei giovani a rischio abbandono scolastico

Locandina dell'incontro

Locandina dell'incontro

La dispersione scolastica non è solo una questione di scuola: riguarda tutta la comunità. Per affrontarla, martedì 24 marzo dalle 15 alle 17.30 la biblioteca comunale di Montebelluna ospiterà il seminario aperto al pubblico “Per non disperdersi. Seminario sulla dispersione scolastica e alleanze territoriali”, organizzato dalle cooperative Kirikù, Carovana, Luoghi comuni e Adelante con il patrocinio del Comune.

L’appuntamento si propone di approfondire il fenomeno e di condividere le esperienze positive già realizzate sul territorio. In particolare, verrà presentata l’analisi del progetto “Controvento. Per il contrasto alla povertà educativa”, realizzato insieme ai professionisti di Sherpa, spin-off dell’Università di Padova, che ha messo al centro i giovani a rischio di abbandono scolastico creando attorno a loro reti di supporto tra scuola, famiglia e servizi.

Secondo i dati Istat 2024, il problema riguarda circa il 10% dei giovani tra i 18 e i 24 anni, spesso legato a disuguaglianze sociali ed economiche difficili da affrontare senza la collaborazione di più soggetti.

Durante il seminario interverranno la dott.ssa Katia Provantini, psicoterapeuta e ricercatrice sociale dell’Istituto Minotauro di Milano, che analizzerà il fenomeno dal punto di vista psicosociale, e Piergiorgio Reggio, pedagogista dell’Università di Verona e presidente di Progetto 92 scs, che ne esplorerà la dimensione educativa. Due prospettive complementari per capire le sfide emotive, relazionali e formative dei ragazzi.

La giornata sarà anche un’occasione per condividere tre buone pratiche nate sul territorio dalle cooperative promotrici: esperienze concrete che dimostrano come interventi mirati e costruiti in collaborazione tra scuola, famiglie e servizi possano fare davvero la differenza nella vita dei giovani.

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