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Paglini (Cisl Veneto): “No alle classificazioni dei giovani, serve qualità del lavoro e strumenti partecipativi”

Il segretario della Cisl Veneto critica le proposte di salari d’ingresso per i giovani

Paglini (Cisl Veneto): “No alle classificazioni dei giovani, serve qualità del lavoro e strumenti partecipativi”

Paglini (Cisl Veneto)

Massimiliano Paglini, segretario generale della Cisl Veneto, interviene con fermezza sulle recenti proposte di introdurre salari d’ingresso e contratti minimi per attrarre giovani altamente qualificati nel mercato del lavoro veneto. Secondo Paglini, queste misure non solo non risolvono il problema, ma rischiano di essere un passo indietro per il futuro del lavoro in regione.

"Ai giovani – afferma Paglini – va garantito un accesso equo al mondo del lavoro, valorizzando le loro competenze e i loro talenti. I giovani, e in particolare i neolaureati, cercano opportunità che non riguardano solo il salario, ma anche la qualità della vita, il benessere e la soddisfazione nel proprio percorso professionale".

Il leader della Cisl Veneto sottolinea come le proposte di salari d’ingresso siano una "soluzione di retroguardia" che non affronta i veri problemi del mercato del lavoro. "Non possiamo accontentarci di misure superficiali che non risolvono le cause strutturali delle difficoltà occupazionali – continua Paglini – Il vero obiettivo di un ecosistema lavorativo evoluto è una distribuzione equa della produttività generata, un aumento della partecipazione dei lavoratori alla gestione aziendale e un potenziamento della formazione per la crescita delle competenze. Il vero 'articolo 18' del futuro è proprio la formazione continua e l’accesso alla partecipazione nelle decisioni aziendali".

Nel suo intervento, Paglini solleva anche un punto fondamentale riguardo alla destinazione delle risorse pubbliche: "La domanda è: dobbiamo finanziare con i soldi dei contribuenti misure come le borse d’ingresso per le aziende che distribuiscono enormi utili agli azionisti? Questa non ci sembra una strada percorribile. Le risorse pubbliche dovrebbero essere destinate a servizi sociali, al trasporto pubblico, alle politiche abitative e a creare condizioni paritarie per tutti, dai giovani alle donne".

Paglini conclude con un appello alla politica veneta: "Se vogliamo davvero fermare la diaspora dei giovani e favorire lo sviluppo economico, bisogna dare risposte strutturali e immediate. È urgente la creazione del Consiglio regionale dell’economia e del lavoro, un organismo che possa realmente rispondere alle esigenze di crescita e sviluppo del nostro territorio".

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