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20.03.2026 - 13:11
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«Con la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura puntiamo a dare all’Italia strumenti simili a quelli delle democrazie occidentali, separando le carriere e riducendo l’influenza politica», afferma il ministro della Giustizia Nordio.
Il ministro sottolinea come il vincolo tra elettori ed eletti nel CSM sia alla base di una degenerazione correntizia, e assicura che, una volta approvata la riforma, sarà convocato un tavolo di confronto con magistratura, avvocatura e mondo accademico per definire le norme di attuazione, ritenute quasi altrettanto importanti del testo stesso.
Nordio risponde anche alle critiche sul presunto rischio per l’indipendenza della magistratura: «Il sì alla riforma è sostenuto da autorevoli giuristi e personalità di diverse posizioni politiche. Non si tratta di stravolgere la Costituzione né di sottomettere la magistratura all’esecutivo».
Sulla questione dei tribunali, il ministro conferma che il nuovo tribunale della Pedemontana a Vicenza si farà, anche se le date dipenderanno da questioni organizzative. In merito al personale, annuncia: «Quest’anno colmeremo i vuoti di organico mai coperti: 1.500 nuovi magistrati entreranno in servizio, completando organici penali e civili in tutti i palazzi di giustizia italiani».
Infine, Nordio evidenzia un clima di confronto più pacato negli ultimi giorni, auspicando che si mantenga tale nei prossimi dibattiti sul referendum e sulle modifiche alla magistratura.
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