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Il Veneto entra nella Giornata mondiale dell’acqua con lo sguardo puntato su una crisi che non concede tregua. L’appuntamento del 22 marzo, istituito dalle Nazioni Unite nel 1992 per richiamare l’attenzione sull’importanza dell’acqua dolce, ricorda più una sirena d’allarme che un’occasione celebrativa. Sullo sfondo c’è la “bancarotta idrica” globale: falde e fiumi che si esauriscono più velocemente della loro capacità naturale di rigenerarsi, ghiacciai ridotti di oltre il 30% dal 1970 e riserve d’acqua in costante diminuzione in più della metà dei grandi laghi mondiali.
Gli esperti descrivono uno scenario ormai permanente: oltre il 70% delle principali falde del pianeta è in declino, tre quarti della popolazione mondiale vive in condizioni di insicurezza idrica e 4 miliardi di persone affrontano almeno un mese all’anno di grave scarsità. Restano fuori dall’accesso all’acqua potabile sicura 2,2 miliardi di abitanti, una cifra che rende evidente quanto la gestione di questa risorsa sia ormai una priorità planetaria.
In questo quadro, i Comuni del territorio e ETRA confermano un impegno crescente per garantire ai cittadini acqua di qualità e continuità del servizio, consapevoli che l’“oro blu” va protetto e utilizzato senza sprechi. Tra gli strumenti adottati dalla multiutility spicca il Piano di Sicurezza delle Acque, modello introdotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che monitora l’intera filiera idrica “dalla fonte al rubinetto”, valutando rischi, prevenendo criticità e definendo procedure puntuali anche per la gestione delle emergenze.
Al termine del 2025 la rete acquedottistica gestita dalla società contava oltre 5.400 chilometri in 68 Comuni, con 2.680 chilometri di fognature. Solo nell’ultimo anno gli investimenti sulle condotte idriche e fognarie hanno raggiunto i 44,9 milioni di euro. Una rete complessa che comprende più di 400 nodi infrastrutturali – tra serbatoi, impianti di sollevamento e potabilizzazione, depuratori e fosse Imhoff – monitorata da sistemi di controllo in tempo reale e da un’intensa attività di laboratorio.
Proprio il laboratorio interno, accreditato secondo la UNI EN ISO 17025, rappresenta il cuore dei controlli sulla qualità dell’acqua. Nel corso dell’ultimo anno sono state svolte circa 95 mila analisi sulla risorsa potabile e sul comparto refluo, oltre a quasi 150 mila verifiche chimico-fisiche e biologiche su più di 16 mila campioni provenienti dagli impianti di depurazione. Diciotto tecnici specializzati garantiscono ogni giorno un presidio costante dei parametri che determinano la sicurezza della risorsa.
La multiutility distribuisce ogni anno oltre 35 milioni di metri cubi d’acqua potabile a quasi 600 mila residenti. «La qualità è un punto d’orgoglio – sottolinea il presidente di ETRA, Flavio Frasson – e non ha nulla da invidiare ai più noti marchi nazionali. La costruzione del nuovo laboratorio di Camposampiero, più grande e adeguato dell’attuale, va proprio nella direzione di potenziare ulteriormente i controlli». Il centro, spiega l’azienda, è anche impegnato in attività di ricerca e in collaborazioni con università e istituti scientifici.
Per i cittadini, i dati sulla qualità dell’acqua e sui costi del servizio idrico sono consultabili in ogni momento attraverso il portale della multiutility, che rende trasparente lo stato della risorsa erogata nelle singole reti comunali.
In un contesto globale dominato dall’emergenza idrica, il lavoro quotidiano sulle reti e sui controlli appare dunque uno degli argini più solidi per garantire, almeno nel territorio veneto, un futuro più sicuro all’acqua che ogni giorno arriva nelle case.
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