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Crisi energetica

Gas e luce verso nuovi rincari: l’allarme delle imprese venete mentre le tensioni internazionali pesano sui mercati

Il consorzio Caem segnala aumenti significativi già sulle bollette di marzo: il presidente di Confartigianato Marca Trevigiana, Armando Sartori, sollecita una riforma del mercato

Armando Sartori, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana

Armando Sartori, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana

Il costo dell’energia torna a preoccupare le aziende venete. Secondo l’analisi del Caem, il consorzio di Confartigianato dedicato ai servizi energetici, la bolletta del gas relativa al mese di marzo potrebbe lievitare dal 12% al 16% rispetto a gennaio e dal 18% al 20% rispetto a febbraio. Per l’energia elettrica, l’aumento stimato va dal 7% al 9% rispetto a gennaio e dal 21% al 24% su febbraio.

Armando Sartori, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, sottolinea che la situazione internazionale contribuisce a rendere ancora più instabile il quadro: la tensione nel Golfo, sommata al conflitto in Ucraina, sta generando nuove spinte speculative con ricadute pesanti sia per le imprese sia per le famiglie. Ricorda che «non è più rinviabile una riforma del mercato elettrico e del gas» e ribadisce la necessità di rimuovere meccanismi di formazione dei prezzi non legati alla reale disponibilità delle risorse.

Sul fronte dell’elettricità, Caem rileva che l’aumento del costo della materia prima varia in base ai profili di consumo: per alcune categorie di imprese l’incremento previsto si aggira tra il 7% e il 9% su gennaio. Considerando tutte le componenti della bolletta, dal trasporto agli oneri di sistema, la stima per le aziende artigiane a forte consumo energetico indica un incremento complessivo tra il 2% e il 3% rispetto a gennaio, e tra il 7% e l’11% rispetto a febbraio. Una dinamica influenzata dal capacity market, che ha generato costi elevati in molte ore dei primi due mesi dell’anno, salvo poi attenuarsi a marzo.

Sartori invita comunque alla prudenza: è prematuro quantificare in modo definitivo gli aumenti perché i dati certi arriveranno solo con le fatture di aprile. «È oggettivamente impossibile fare previsioni a medio termine», afferma, sottolineando che le oscillazioni dei mercati sono legate all’evoluzione dei conflitti in corso.

Per il presidente di Confartigianato Marca Trevigiana, la politica deve intervenire con urgenza, a livello nazionale ed europeo, per tutelare le imprese in una fase che resta ad alta incertezza. E ribadisce la necessità di guardare al futuro con scelte strutturali: efficientamento dei processi produttivi e investimenti in autoproduzione e autoconsumo tramite il fotovoltaico, una via ritenuta essenziale per ridurre la dipendenza dai mercati energetici internazionali.

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