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Bolzano, via libera alle linee guida per aumenti in scuola: fino a 400 euro in più al mese

Aumenti medi di 400 euro lordi al mese e 110 milioni annui per ottenere la parità di retribuzione con gli statali, valorizzare la professione e attrarre giovani: via al negoziato per il contratto 2026-2028.

Bolzano, via libera alle linee guida per aumenti in scuola: fino a 400 euro in più al mese

Infografica sulle misure per l'adeguamento salariale nel settore dell'istruzione. (Grafica: USP/Greta Stuefer; fonte: Dipartimento Personale)

Un aumento salariale significativo per rendere più attrattiva la professione docente e valorizzare chi lavora nel sistema educativo. È questo l’obiettivo delle linee guida approvate il 20 marzo dalla Giunta provinciale di Bolzano, che aprono ora la fase di confronto con i sindacati per arrivare a un nuovo accordo contrattuale.

Il provvedimento mette sul tavolo risorse importanti: 110 milioni di euro all’anno nel triennio 2026-2028, di cui 100 milioni destinati direttamente agli aumenti e all’allineamento delle retribuzioni tra insegnanti delle scuole statali e provinciali. L’incremento medio previsto si aggira attorno ai 400 euro lordi mensili.

L’intervento punta a un aumento diffuso, ma con criteri precisi. Da un lato si vuole garantire un miglioramento per tutto il personale dell’istruzione, dall’altro evitare squilibri eccessivi tra chi è all’inizio della carriera e chi ha maggiore anzianità. Proprio per questo gli incrementi saranno modulati tenendo conto degli anni di servizio, ma con limiti per non ampliare troppo il divario interno.

Uno dei nodi centrali è il superamento delle differenze retributive tra insegnanti statali e provinciali. La Giunta ha indicato chiaramente il principio della “parità di prestazioni, parità di retribuzione”, con un’attenzione particolare alle fasce iniziali, oggi penalizzate. L’obiettivo è rendere la professione più competitiva soprattutto per i giovani, in un contesto in cui il reclutamento rappresenta una delle principali criticità.

Una parte delle risorse sarà inoltre destinata a riconoscere situazioni di maggiore complessità o ambiti finora meno valorizzati dal punto di vista economico. Questi aspetti saranno definiti nel dettaglio durante le trattative con le organizzazioni sindacali e le direzioni scolastiche.

La misura si inserisce in una strategia più ampia di rafforzamento del sistema educativo provinciale. L’aumento salariale, infatti, non è legato a nuove prestazioni richieste, ma intende rispondere alla crescente complessità del lavoro nella scuola, tra nuove esigenze didattiche, inclusione e cambiamenti sociali.

Un segnale forte arriva anche sul piano politico: la valorizzazione del personale scolastico viene indicata come priorità per il futuro della comunità. In particolare, viene sottolineata l’importanza di rendere attrattiva la professione anche nei territori più specifici, come quello ladino, dove la continuità del sistema educativo dipende dalla capacità di formare e trattenere insegnanti locali.

Ora la partita si sposta al tavolo negoziale. L’obiettivo della Provincia è chiudere in tempi rapidi un accordo con i sindacati e arrivare alla firma del contratto preliminare, così da garantire i nuovi stipendi con effetto retroattivo già dall’inizio del 2026.

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