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Export trevigiano e bellunese in lieve calo nel 2025, ma le imprese guardano a nuovi mercati internazionali

Nonostante la frenata negli Stati Uniti dovuta ai dazi, Treviso e Belluno compensano con la crescita dei macchinari e l’espansione verso India, Messico ed Emirati, mentre i mercati europei mostrano segnali di ripresa

Foto di repertorio

Foto di repertorio

L’anno 2025 si chiude con un bilancio complesso per le esportazioni nelle province di Treviso e Belluno. Secondo i dati Istat, Treviso registra una flessione dello 0,6%, mentre Belluno rimane quasi stabile con -0,3%. A pesare sono soprattutto le vendite verso gli Stati Uniti, penalizzate dai dazi, mentre crescono le esportazioni verso l’Unione Europea e nuovi mercati extra-Ue.

«Le aziende trevigiane hanno mostrato segnali di recupero soprattutto nell’ultima parte dell’anno – commenta Mario Pozza, Presidente della Camera di Commercio di Treviso e Belluno Dolomiti –. Per Belluno la situazione media riflette l’andamento opposto delle filiere: in calo l’occhialeria, mentre il settore dei macchinari e delle apparecchiature elettroniche sostiene l’export».

Negli Stati Uniti, terzo mercato per Treviso, le vendite sono diminuite dell’8,1%, pari a circa 109 milioni di euro in meno, con un forte impatto sugli elettrodomestici. Anche il Prosecco trevigiano segna un calo del 6,6% (-21 milioni), frutto dell’anticipo della domanda nei primi mesi per evitare i dazi. Belluno soffre principalmente l’occhialeria, scesa da 870 a 525 milioni di euro (-39,9%), mentre la filiera dei macchinari regge bene e registra addirittura un +13,4%.

Il bilancio complessivo, però, mostra anche segnali positivi: le esportazioni di macchinari industriali crescono sia a Treviso (+3,4%) sia a Belluno (+13,4%), sostenute da mercati diversificati in Europa e oltre. In particolare spiccano i risultati verso Germania, Francia e Spagna, oltre alle crescite extra-Ue a doppia cifra per Messico, India ed Emirati Arabi Uniti.

Anche nel settore alimentare Treviso registra performance positive (+11,3%), trainate da prodotti come caffè, pasta fresca e latticini, mentre le bevande (principalmente Prosecco) soffrono la flessione del mercato americano (-6,6%). In calo sono anche mobili ed elettrodomestici (-5,2% e -5,1%), tessile-abbigliamento (-8,1%) e componentistica automotive (-3,3%), seppur con segnali di recupero verso alcuni mercati europei come Spagna e Germania.

«La diversificazione dei mercati è ormai necessaria – conclude Pozza –. La Camera di Commercio di Treviso-Belluno Dolomiti continua a favorire questa strategia: a giugno ospiteremo a Treviso il Forum Sud-Est Asiatico per aprire nuove opportunità alle nostre imprese verso le aree con maggior potenziale di crescita».

A livello regionale, il Veneto conferma la sostanziale stabilità dell’export (-0,2%), con segnali positivi dai mercati europei (+2,1%) e flessioni extra-Ue (-3,4%). Anche per il Nord-est il trend nazionale mostra un leggero aumento (+2%), grazie a performance eccezionali in Friuli-Venezia Giulia.

Per le imprese trevigiane, gli acquisti dall’estero hanno superato gli 8,8 miliardi di euro, segnando un aumento del 7,8% rispetto al 2024, a dimostrazione di un interscambio commerciale vivace e in evoluzione nonostante le difficoltà di alcuni mercati tradizionali.

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