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Dopo la chiusura del nido Baby Island, Verona reagisce: una rete educativa per garantire continuità ai bambini

Famiglie, Comune e scuole insieme per affrontare l’emergenza di febbraio: nuovi posti, servizi potenziati e una risposta condivisa

Maltrattamenti in asilo nido a Verona: 5 educatrici interdette e struttura sequestrata

Foto di repertorio

Dalla difficoltà improvvisa alla costruzione di una rete solida e condivisa. A Verona, dopo la chiusura a febbraio del nido privato Baby Island, avvenuta a seguito di un’indagine giudiziaria, la città ha saputo reagire mettendo in campo una risposta coordinata che ha coinvolto istituzioni, scuole e famiglie, con un unico obiettivo: garantire continuità educativa ai bambini.

L’interruzione improvvisa del servizio aveva generato preoccupazione e incertezza tra i genitori, costretti inizialmente a cercare soluzioni alternative in autonomia. Tuttavia, fin dai primi giorni, l’Amministrazione comunale si è attivata per affrontare l’emergenza, lavorando in sinergia con le realtà educative del territorio per individuare risposte rapide ed efficaci.

Un passaggio fondamentale è stato il confronto con esperti del settore, che hanno sottolineato l’importanza di mantenere, per quanto possibile, i bambini insieme almeno in piccoli gruppi. Una scelta ritenuta cruciale per preservare relazioni e punti di riferimento in un momento di cambiamento così repentino.

Su questa base, il Comune ha assunto un ruolo di coordinamento, raccogliendo le esigenze delle famiglie e incrociandole con le disponibilità delle strutture educative cittadine. Ne è nato uno sforzo condiviso che ha permesso non solo di assorbire l’emergenza, ma anche di rafforzare complessivamente il sistema dei servizi 0-3 anni.

Diverse scuole paritarie hanno dato un contributo immediato. Gli istituti Angelica del Chievo e Principessa Jolanda di Borgo Roma disponevano già di posti nelle sezioni primavera, mentre la scuola Mater Gratia ha messo a disposizione nuovi spazi per attivare una sezione aggiuntiva. Un impegno che ha richiesto anche l’inserimento di nuove professionalità.

È stata una risposta corale” – ha sottolineato l’assessora alle Politiche scolastiche Elisa La Paglia – che dimostra quanto il dialogo e il confronto pedagogico tra tutti gli attori del sistema siano fondamentali. Nulla era scontato, ma la disponibilità dimostrata ha permesso di dare risposte concrete alle famiglie.

Tra i protagonisti della rete anche la Fism, che a Verona coordina numerose scuole dell’infanzia, sezioni primavera e nidi integrati. La collaborazione tra istituzioni e scuole ha permesso di trovare rapidamente soluzioni adeguate per ogni bambino coinvolto.

Non solo scuole: anche il mondo della cooperazione sociale ha svolto un ruolo decisivo. Diverse realtà, tra cui la cooperativa Azalea, hanno accolto i più piccoli, completando entro il 23 marzo l’inserimento di tutti i bambini nelle nuove strutture. Un passaggio delicato, gestito cercando di garantire serenità e continuità educativa.

Situazioni come questa richiedono una risposta collettiva” – ha dichiarato la presidente Linda Croce –. È dentro una rete territoriale che sa attivarsi in modo rapido e condiviso che un sistema educativo dimostra davvero la propria forza.

La disponibilità dimostrata dalle strutture coinvolte ha reso inoltre superfluo l’utilizzo temporaneo di spazi comunali inizialmente ipotizzati per far fronte all’emergenza. Questo ha consentito di proseguire senza rallentamenti i progetti già avviati per l’apertura di nuovi asili nido, prevista per settembre nelle zone Navigatori e Sacra Famiglia.

Dall’emergenza, dunque, Verona esce con un sistema educativo rafforzato e una consapevolezza in più: la capacità di fare rete può trasformare una crisi in un’occasione per costruire nuove opportunità.

Dalla chiusura improvvisa alla costruzione di un tessuto di sostegno condiviso. A Verona, dopo lo stop di febbraio del nido privato Baby Island, disposto a seguito di un’indagine giudiziaria, la città ha messo in campo una risposta coordinata che ha coinvolto istituzioni, scuole e famiglie, con un obiettivo chiaro: assicurare la continuità dei percorsi educativi per i più piccoli.

L’interruzione repentina del servizio aveva inizialmente generato timori e incertezza tra i genitori, costretti a cercare soluzioni temporanee in autonomia. Fin dai primi giorni, però, l’Amministrazione comunale si è attivata per gestire la situazione, lavorando in stretta sinergia con le realtà educative del territorio per individuare interventi rapidi e adeguati.

Determinante è stato il confronto con gli esperti del settore, che hanno sottolineato la necessità di mantenere, per quanto possibile, i bambini riuniti almeno in piccoli gruppi: una scelta ritenuta essenziale per salvaguardare relazioni e punti di riferimento in una fase di cambiamento tanto brusca.

Muovendo da queste indicazioni, il Comune ha assunto un ruolo di cabina di regia, raccogliendo le esigenze delle famiglie e incrociandole con le disponibilità delle strutture cittadine. Ne è scaturito un lavoro condiviso che non solo ha consentito di assorbire l’urgenza, ma ha contribuito a rafforzare l’intero sistema dei servizi 0-3 anni.

Immediato il contributo di diverse scuole paritarie: gli istituti Angelica del Chievo e Principessa Jolanda di Borgo Roma disponevano già di posti nelle sezioni primavera, mentre la scuola Mater Gratia ha messo a disposizione nuovi spazi per attivare un’ulteriore sezione. Un impegno che ha comportato anche l’inserimento di nuove figure professionali.

È stata una risposta corale – ha sottolineato l’assessora alle Politiche scolastiche Elisa La Paglia – che dimostra quanto il dialogo e il confronto pedagogico tra tutti gli attori del sistema siano fondamentali. Nulla era scontato, ma la disponibilità dimostrata ha permesso di dare risposte concrete alle famiglie”.

Tra i protagonisti di questa alleanza anche la Fism, che a Verona coordina numerose scuole dell’infanzia, sezioni primavera e nidi integrati. La collaborazione tra istituzioni e scuole ha reso possibile individuare in tempi brevi soluzioni adatte a ciascun bambino coinvolto.

Decisivo anche il contributo della cooperazione sociale. Diverse realtà, tra cui la cooperativa Azalea, hanno accolto i piccoli, completando entro il 23 marzo l’inserimento di tutti i bambini nelle nuove strutture. Un passaggio delicato, gestito con l’intento di garantire serenità e continuità educativa.

Situazioni come questa richiedono una risposta collettiva – ha dichiarato la presidente Linda Croce –. È dentro una rete territoriale che sa attivarsi in modo rapido e condiviso che un sistema educativo dimostra davvero la propria forza”.

La disponibilità delle strutture coinvolte ha inoltre reso non necessario il ricorso temporaneo a spazi comunali inizialmente ipotizzati per fronteggiare l’urgenza. Ciò ha permesso di proseguire senza rallentamenti i progetti già avviati per l’apertura di nuovi asili nido, prevista a settembre nelle zone Navigatori e Sacra Famiglia.

Dall’emergenza, dunque, Verona esce con un sistema educativo più solido e una consapevolezza rafforzata: la capacità di fare rete può trasformare una crisi in un’occasione per creare nuove opportunità.

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