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Veneto e Treviso premiano il Sì mentre in Italia prevale il No: risultati parziali indicano una spaccatura tra Nord e Centro-Sud

Mentre il paese sembra voltare le spalle alla proposta referendaria con il No al 54%, nel Nordest il Sì conquista quasi il 60% dei voti, con Treviso tra le province più convinte, segnando un netto contrasto con le grandi città e il Centro-Sud

Foto di repertorio

Foto di repertorio

Le prime proiezioni nazionali sul referendum mostrano un’Italia divisa. Secondo il consorzio Opinio Italia per la Rai, con il 37% del campione analizzato, il No guida con il 53,9% contro il 46,1% del Sì. I dati reali dello scrutinio del Viminale, arrivati a quasi un quarto delle schede, confermano un vantaggio del No a livello nazionale, ma con il Sì in forte crescita al Nordest.

In Veneto il Sì raggiunge circa il 58%, con punte del 61% nella provincia di Treviso, mentre nel capoluogo Treviso il No è in leggero vantaggio. La mappa dei risultati evidenzia una chiara divisione: il Sì domina Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Veneto, mentre il No prevale nel Centro e nel Sud, così come nelle principali città.

Il Trentino-Alto Adige resta in bilico: i più recenti risultati dello spoglio indicano un lieve vantaggio del No, ma la situazione rimane incerta. Anche Abruzzo, Umbria e Valle d’Aosta non offrono ancora certezze, mentre complessivamente il No sembra vincere in 14 regioni.

Il quadro che emerge è quello di un Nordest favorevole alla proposta referendaria, a differenza di molte altre zone del Paese, dove il No si conferma il verdetto predominante.

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