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Nuovo casello di Monselice: progetto fermo, costi raddoppiati e fondi che non si trovano

Ormai le stime dei costi superano i 30 milioni di euro e i tempi si allungano

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Il progetto del nuovo casello Monselice Pozzonovo

I rilievi dell’esponente dell’opposizione Francesco Miazzi: “Ennesimo rinvio dell’inizio dei lavori a settembre 2026, resta l’incognita della copertura finanziaria. Intanto i cittadini continueranno a sopportare traffico e inquinamento”

A quasi dieci anni dai primi annunci, il nuovo casello autostradale sulla Autostrada A13, oggi ribattezzato “Monselice–Pozzonovo”, resta un’opera sulla carta. Nel frattempo i costi sono lievitati, le proroghe si sono accumulate e all’appello mancano quasi 20 milioni di euro.

La vicenda prende forma nel 2017, quando il Comune di Monselice firma una convenzione con Cervet e Aspiag Service per la realizzazione di un nuovo casello. L’impegno economico previsto a carico del privato è di 12,5 milioni di euro. Già nel 2018, però, il progetto di fattibilità porta il costo complessivo a oltre 18 milioni, oggi le stime complessive superano i 30 milioni di euro.

Mancano quindi all’appello tra i 17 e i 20 milioni di euro- afferma il consigliere di opposizione di Monselice Francesco Miazzi - senza che sia mai stata chiarita la copertura finanziaria. Nel frattempo si è arrivati alla quarta proroga dei termini: l’avvio dei lavori, inizialmente previsto entro il 2024, è stato rinviato al settembre 2026. Ma senza risorse certe, parlare di nuove scadenze rischia di essere solo un esercizio formale. Intanto si procede con incarichi tecnici per la verifica del progetto esecutivo.

Nel Piano di Assetto del Territorio continua inoltre a essere prevista la dismissione dell’attuale casello, una scelta che, senza un accordo formale e definitivo con la società autostradale, potrebbe esporre Monselice al rischio paradossale di perdere l’accesso diretto all’autostrada prima ancora di averne uno nuovo funzionante.”

C’è poi la questione legata all’impatto del polo logistico: “Come opposizione, non siamo mai stati favorevoli a un insediamento di queste dimensioni, né a un’opera viaria costruita su presupposti economici così fragili. Ma al di là delle posizioni politiche, oggi il tema è uno solo: dire la verità ai cittadini. Non si può continuare ad annunciare l’imminente avvio dei lavori quando mancano decine di milioni di euro. Nel frattempo i cittadini continueranno a sopportare traffico, inquinamento, rischi per la sicurezza e un peggioramento complessivo della qualità della vita”.

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