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29.03.2026 - 10:25
Foto di repertorio
L'Istituto Oncologico Veneto IRCCS consolida il proprio ruolo nel panorama europeo della sanità e della ricerca, rafforzando una rete di collaborazioni internazionali che punta a innovare le cure oncologiche e migliorare concretamente la vita dei pazienti.
La novità più significativa arriva nel 2026, con l’ingresso in EUREGHA, il network che riunisce le autorità sanitarie regionali e locali europee. Una scelta strategica che consente allo IOV di dialogare direttamente con le istituzioni dell’Unione Europea e contribuire alla definizione delle politiche sanitarie, con particolare attenzione ai temi della sostenibilità e dell’innovazione.
Ma il percorso internazionale dell’Istituto parte da lontano. Dal 2010, infatti, lo IOV è membro di OECI, una delle principali reti oncologiche europee. Un contesto in cui vengono condivisi modelli avanzati di cura, promossa la ricerca traslazionale e facilitato l’accesso ai finanziamenti comunitari. L’obiettivo è ambizioso: ridurre le disuguaglianze e garantire standard sempre più elevati nell’assistenza ai pazienti oncologici.
Sul fronte dell’innovazione digitale, dal 2023 l’Istituto partecipa a DIGICORE, piattaforma strategica che punta a migliorare la qualità e l’integrazione dei dati sanitari. Un passaggio cruciale per sviluppare nuove metodologie di ricerca e rendere più efficiente l’utilizzo delle tecnologie nella pratica clinica.
Non meno rilevante è l’impegno nella rete nazionale APRE, di cui lo IOV è parte da oltre quindici anni, a supporto della partecipazione italiana ai programmi europei di ricerca e innovazione.
Accanto a queste collaborazioni, l’Istituto è attivo in numerosi network scientifici di alto profilo, tra cui EURADOS, MELODI, EARMA, ESTRO ed ELBS.
«L’ingresso in EUREGHA e il consolidamento della nostra presenza nelle principali reti europee rappresentano un passaggio strategico», sottolinea la direttrice generale Patrizia Simionato. «Essere parte attiva di oltre dieci network internazionali significa contribuire alle politiche sanitarie europee e garantire ai pazienti modelli di cura sempre più avanzati e sostenibili».
Sulla stessa linea il direttore scientifico Antonio Rosato, che evidenzia il valore della dimensione internazionale: «Oggi è imprescindibile per una ricerca di qualità. Queste collaborazioni permettono di sviluppare studi multicentrici e accelerare il trasferimento delle innovazioni dalla ricerca alla pratica clinica».
Una strategia che rafforza il profilo dello IOV come centro di riferimento internazionale, capace di integrare ricerca, tecnologia e assistenza. Con un obiettivo chiaro: trasformare la cooperazione europea in cure sempre più efficaci per i pazienti oncologici.
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