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A Padova apre la nuova Casa di Accoglienza per i pazienti trapiantati di midollo

In via Gabelli il taglio del nastro per “Ca’ Romanin”, struttura voluta da AIL Padova per garantire assistenza e vicinanza all’ospedale nei giorni più critici del post-trapianto

Foto di AIL Padova

Foto di AIL Padova

La definisce “un ponte vitale tra ospedale e vita” il professor Livio Trentin, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ematologia dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova. È l’immagine che meglio descrive il ruolo della nuova Casa di Accoglienza “Ca’ Romanin”, che sarà inaugurata martedì 31 marzo alle 12 in via Aristide Gabelli 114 e destinata agli ammalati seguiti dalla Clinica di Ematologia.

La struttura, realizzata grazie all’impegno di AIL Padova, nasce per offrire sostegno quotidiano ai pazienti che affrontano la fase più delicata del percorso terapeutico: il rientro dopo il trapianto. In quei giorni, spiega Trentin, il sistema immunitario è profondamente compromesso, il rischio infettivo rimane altissimo e anche una complicanza improvvisa può richiedere interventi specialistici immediati. Per questo la vicinanza all’ospedale non è solo una comodità, ma un fattore che può incidere in modo determinante sulla sopravvivenza.

All’inaugurazione sono attesi il presidente di AIL Padova, don Marco Eugenio Brusutti, il professor Trentin, l’assessore al Patrimonio del Comune di Padova Margherita Cera e don Massimo De Franceschi, parroco di San Francesco e delegato del vescovo Claudio Cipolla.

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