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Viaggio nel cuore del gusto: le 3 icone della cucina trentina che devi provare almeno una volta

Dai canederli profumati di speck alla polenta di Storo

Viaggio nel cuore del gusto: le 3 icone della cucina trentina che devi provare almeno una volta

Foto di repertorio

La cucina trentina è un abbraccio di sapori autentici, una sintesi perfetta tra l'austera tradizione contadina e l'influenza mitteleuropea. Sedersi a tavola in un rifugio o in un'osteria del centro storico significa intraprendere un percorso sensoriale che profuma di bosco, burro fuso e ospitalità sincera. Ecco le tre specialità che rendono questa regione una meta di culto per ogni buongustaio.

1. I Canederli (Knödel): il cuore della tradizione

Nati come piatto povero per recuperare il pane raffermo, i canederli sono oggi il primo piatto per eccellenza. Si presentano come grandi polpette di pane arricchite con speck trentino, formaggio locale, uova ed erba cipollina.

Il segreto: La consistenza deve essere perfetta, né troppo dura né troppo sfatta.

Come gustarli: Rigorosamente in brodo di carne durante l'inverno, o burro e salvia per esaltare la sapidità dello speck nelle giornate di sole primaverile.

2. La Polenta di Storo con Sel selvatico

Dimenticate la polenta industriale: nel basso Trentino, la Farina Gialla di Storo è una leggenda. Ottenuta dal granturco Marano, viene macinata lentamente e conserva un colore intenso e un profumo di tostato inconfondibile.

L'abbinamento: In questo periodo è d'obbligo provarla con la Carbonera (arricchita con burro, formaggio fuso e pasta di salame) o accompagnata dalla selvaggina (cervo o capriolo) in umido, un piatto che rappresenta l'essenza stessa della montagna.

3. Lo Strudel di Mele della Val di Non

Non si può chiudere un pasto in Trentino senza il re dei dolci. Lo strudel è un capolavoro di equilibrio dove la sfoglia sottilissima racchiude il tesoro della regione: le Mele della Val di Non DOP.

Il tocco in più: Arricchito con pinoli, uvetta macerata nel rum, cannella e pangrattato rosolato nel burro.

Il consiglio: Chiedete che vi venga servito tiepido, magari accompagnato da una pallina di gelato alla vaniglia o da una generosa cucchiaiata di panna fresca di malga.

La curiosità: Sapevi che ogni valle ha la sua variante del canederlo? In Val di Fiemme si trovano spesso quelli ai fegatini, mentre nel Primiero sono celebri quelli pressati e rosolati in padella.

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