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Attualità
31.03.2026 - 07:13
Foto di repertorio
Fino a quattro ore al giorno con lo smartphone. È questo il tempo medio trascorso dai giovani davanti allo schermo, con effetti sempre più evidenti su sonno, concentrazione e benessere emotivo. A fotografare la situazione è un sondaggio condotto tra i genitori degli studenti dell’Istituto tecnico economico Tambosi di Trento.
I dati, presentati nei giorni scorsi durante un incontro dedicato al rapporto tra adolescenti e tecnologia, restituiscono un quadro complesso: se da un lato solo il 42% delle famiglie si dichiara disponibile a mandare i figli a scuola senza cellulare, dall’altro ben il 93% si mostra favorevole a una normativa nazionale che ne limiti l’utilizzo durante le lezioni.
A illustrare i risultati è stata la psicologa dell’istituto, Maria Di Paolo, la quale ha sottolineato come, nella fascia d’età compresa tra gli 11 e i 18 anni, i ragazzi non siano ancora pienamente in grado di autoregolarsi nell’uso dei dispositivi digitali.
Un fenomeno che si inserisce in un contesto più ampio: secondo recenti dati europei, il 97% dei giovani utilizza internet ogni giorno, mentre il 78% degli adolescenti tra i 13 e i 17 anni controlla il proprio smartphone almeno una volta all’ora. Ancora più preoccupante il dato relativo all’uso problematico: un minore su quattro manifesta comportamenti assimilabili a una forma di dipendenza.
Non a caso, diversi Paesi stanno valutando o hanno già introdotto restrizioni sull’uso dei social tra i più giovani, dall’Australia – apripista – fino a Regno Unito, Francia e Spagna. Parallelamente, si fa sempre più urgente il tema dell’educazione digitale, che riguarda non solo i ragazzi ma anche gli adulti.
È proprio in questa direzione che si inserisce l’iniziativa promossa dal professor Denis Cainelli, organizzatore dell’incontro e promotore di un progetto interno alla scuola. Il docente ha spiegato di aver promosso la creazione di un “Parlamento degli studenti”, con l’obiettivo di analizzare la normativa vigente e le circolari ministeriali per arrivare alla definizione di una proposta di regolamento sull’uso del cellulare a scuola, destinata a essere esaminata dal Consiglio d’istituto.
Attualmente, come nella maggior parte degli istituti, è già in vigore il divieto di utilizzo del telefono durante le lezioni, con l’obbligo di tenerlo spento nello zaino, una disposizione che però, secondo quanto emerso, non sempre viene rispettata.
L’incontro, pensato anche per coinvolgere le famiglie, ha registrato una partecipazione inferiore alle attese, così come il sondaggio. Cainelli ha evidenziato come si aspettasse un maggiore interesse da parte degli adulti, sottolineando al tempo stesso che la scuola rappresenta solo una parte della giornata dei ragazzi e che il ruolo dei genitori resta fondamentale.
Nonostante le difficoltà, il progetto proseguirà anche il prossimo anno, con l’obiettivo di ampliare la partecipazione studentesca. Dei quaranta ragazzi inizialmente coinvolti nel “parlamentino”, solo una decina ha portato a termine il percorso, non senza difficoltà e, in alcuni casi, subendo anche critiche da parte dei coetanei.
Resta però un nodo centrale, secondo il docente: la scarsa consapevolezza diffusa. Cainelli ha concluso osservando che sia ragazzi sia adulti dovrebbero imparare a disconnettersi, poiché i continui stimoli a cui si è sottoposti rischiano di compromettere il benessere complessivo.
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