Cerca

Test Miles 33

Scopri tutti gli eventi

EVENTI

Sport e disabilità

Da Cittadella alla Spagna: Giovanni Zaramella trionfa ai Mondiali Virtus di Atletica Leggera

Il giovane para-atleta domina i mondiali di categoria in Spagna: papà Matteo ci racconta l’incredibile carriera del campione dell’Alta Padovana

Giovanni Zaramella durante una gara a Roma

Giovanni Zaramella festeggia una vittoria a Roma

34 podi nazionali e 3 mondiali a 18 anni, sono pochi i giovanissimi che possono vantare un palmarès così luccicante.

A pochi mesi da Milano-Cortina 2026, è ancora impresso nella memoria di tutti il ricordo della rassegna a cinque cerchi, con l’Italia al 4° posto nei medaglieri di Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali, risultato migliore di sempre. Ma se i campioni di discipline come il curling, il bob o i principali sport paralimpici hanno il loro momento di gloria ogni quattro anni, lo stesso non vale per i colleghi di altre discipline, che vedono riconosciuti ancora più di rado i propri sforzi.

Un grave esempio di questa disparità di trattamento sono gli atleti affetti da disabilità intellettivo-relazionali: dopo lo scandalo alle Paralimpiadi di Sydney del 2000, dove due partecipanti su tre si erano finti disabili pur essendo nel pieno delle proprie facoltà, la categoria è stata completamente bandita dal torneo.

Ma dove una porta si chiude, un’altra resta aperta e oggi il circuito Virtus accoglie gran parte degli sportivi affetti da disturbi legati all’intelletto, dall’autismo alla sindrome di Down.

Ed è proprio da quest’ultima patologia che è affetto Giovanni Zaramella, il giovanissimo campione (19 anni a maggio) che ha contribuito al successo dell’Italia nell’ultimo mondiale di categoria.

Papà Matteo ci racconta l’incredibile percorso di Giovanni: “Quando aveva 9 anni abbiano conosciuto l’ASPEA, nata nel 1980 per riunire atleti affetti da disabilità fisiche, che aveva da poco aperto le sue porte anche agli intellettivo-relazionali”. Molti tesserati indossano oggi la maglia della nazionale.

“A Giovanni è piaciuto correre sin da subito. Lucia Bano, la sua allenatrice, lo ha preparato nei fondamentali come qualunque altro atleta, ma ci sono state anche sfide particolari: la principale è stata togliergli l’abitudine di voltarsi per vedere come stessero andando gli avversari”. Ma se c’è una cosa di cui Matteo è grato all’ASPEA e, in particolare, all’allenatrice di Giovanni, è che “non lo ha mai trattato come una vittima”. Questo è un concetto fondamentale per tutta la FISDIR (Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali), che promuove la parità di trattamento ovunque possibile, pur con i necessari accorgimenti.

E gara dopo gara, podio dopo podio, il giovane cittadellese è finito nel mirino della nazionale: “Il processo di selezione è esattamente lo stesso degli atleti normodotati – spiega Matteo -, in base ai risultati ottenuti nel periodo che precede le competizioni internazionali. Prima i migliori vengono inseriti nella ‘lista degli atleti di interesse nazionale’, poi vengono selezionati da questa lista quelli che fanno i tempi e punteggi migliori”. Un sistema che premia quindi il merito e si basa su criteri oggettivi. L’atletica si presta a valutazioni oggettive, perché tutto si misura, dai tempi alle distanze.

Indescrivibile l’emozione quando è arrivata la prima convocazione azzurra: “È stato bellissimo – commenta il papà con voce rotta dall’emozione -, si tratta di un riconoscimento del passaggio di grado e arriva insieme a benefici tangibili: la federazione offre tutta l’attrezzatura sportiva, dalla tuta allo zaino. Quando è arrivato il kit, per Giovanni è stato un momento incredibile”.

E successo dopo successo arriviamo al mondiale di febbraio in Spagna. Proprio nelle sue categorie preferite, le medie distanze, Giovanni ha fatto incetta di medaglie. Prima l’argento nei 200 metri, poi il doppio oro nei 400 e negli 800 metri, confermando quindi l’eccellenza del giovane cittadellese in queste specialità.

A Cittadella, molti conoscono e sostengono Giovanni nelle gare. Anche l’amministrazione locale è al corrente del suo talento e gli Zaramella sono stati accolti spesso in Comune per ricevere premi e onori. “Siamo in ottimi rapporti con la giunta di Pierobon, ma ogni volta che nostro figlio ritira un premio c’è un po’ di… tensione – racconta con un sorriso papà Matteo – perché il sindaco è milanista, l’assessore allo sport interista e Giovanni è juventino, quindi passano la cerimonia a punzecchiarsi a vicenda”.

Quello di Giovanni è un esempio che merita di essere condiviso. Matteo ha scritto due libri, che gli hanno aperto le porte di scuole, associazioni e Comuni, dove Giovanni ama parlare e interagire con le persone. Questi incontri hanno aiutato molte famiglie come la loro ad avviare i propri figli allo sport. Emblematico il caso di un papà che ha fermato gli Zaramella su un treno, mentre andavano a una gara, per ringraziarli di aver condiviso la propria esperienza. Proprio grazie ai racconti su Giovanni, infatti, quel papà aveva deciso di iscrivere il proprio figlio autistico a una società sportiva.

Tra sport e sensibilizzazione, l’avventura della famiglia Zaramella nel mondo dell’atletica leggera è solo all’inizio e Giovanni continua a puntare sempre più in alto. Il prossimo obiettivo stagionale sono i Campionati Italiani FISDIR, in programma dal 20 al 21 giugno, che porteranno oltre 500 atleti a gareggiare nella splendida cornice termale di Abano.

Nicola Canella

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edizione