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Attualità
01.04.2026 - 15:02
Foto di repertorio
L’autismo non come barriera, ma come codice da comprendere. Un cambio di prospettiva che diventa impegno politico e sociale. In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, rilancia il tema dell’inclusione con parole che puntano a scardinare stereotipi e ritardi culturali: «Non è un muro insormontabile, ma una lingua da imparare, che richiede ascolto e capacità di cambiare il nostro punto di vista».
La ricorrenza, istituita dalle Nazioni Unite, diventa così occasione per fare il punto su numeri e interventi. In Italia si stima un’incidenza di un caso ogni 77 bambini; in Veneto ciò significa circa 50 mila persone coinvolte, insieme alle loro famiglie, spesso alle prese con percorsi complessi e risposte non sempre tempestive.
Da qui la scelta della Regione di rafforzare il sistema: oltre 3 milioni di euro stanziati per il biennio 2025-2026, destinati a potenziare la diagnosi precoce nei primi anni di vita, migliorare la gestione delle emergenze comportamentali e sviluppare progetti di assistenza sanitaria e autonomia abitativa. L’obiettivo è chiaro: ridurre i tempi di accesso e costruire percorsi sempre più personalizzati.
Un ruolo centrale, sottolinea Stefani, è svolto dai centri regionali di Verona e Treviso, considerati punti di riferimento per famiglie e operatori e pilastri del sistema sociosanitario veneto.
Ma il tema, avverte il presidente, va oltre le politiche sanitarie. «L’inclusione non è uno slogan», afferma, «ma una responsabilità collettiva che si costruisce ogni giorno, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nella vita quotidiana». Un richiamo diretto alla società nel suo insieme: istituzioni, educatori, volontari e soprattutto famiglie, riconosciute come “forza insostituibile”.
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