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La Marca Trevigiana guida il Veneto nelle pasticcerie artigiane tra crescita, tradizione e nuove sfide

A Pasqua il settore dolciario trevigiano primeggia per numero di imprese artigiane, ma deve fare i conti con costi in aumento, scarsità di personale e materie prime sempre più care

Foto di repertorio

Foto di repertorio

A Pasqua la qualità artigiana parla con la voce delle pasticcerie e delle produzioni dolciarie della Marca Trevigiana, che si conferma la prima provincia del Veneto per numero di aziende del settore: sono 534 le imprese artigianali attive, pari al 19% delle 2.752 presenti in regione. Treviso si distingue anche per l’incidenza delle realtà artigiane sul totale delle imprese dolciarie, con l’89,2%, percentuale che la colloca al decimo posto in Italia.

Secondo il presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, Armando Sartori, l’intreccio di sapori autentici, materie prime del territorio e lavorazioni accurate trasforma i dolci della tradizione in un tratto distintivo della festa pasquale, un’identità che rende unica l’offerta delle realtà locali.

A livello nazionale, i consumi di dolci pasquali intercettano la produzione di oltre 52.500 pasticcerie e aziende del comparto, caratterizzato da una forte vocazione artigiana: circa 37 mila imprese, pari al 69,6% del totale. In Veneto le imprese artigiane del settore sono 1.565 (81,4%), mentre le pasticcerie artigiane sono 1.187, pari al 77,3%.

Il patrimonio dolciario si inserisce in un panorama gastronomico ricco, che alla tavola di Pasqua porta 330 prodotti DOP, IGP e STG, 530 vini certificati e 5.717 prodotti agroalimentari tradizionali. Tra questi prevalgono quelli legati alla pasticceria, alla biscotteria, alla confetteria, alla panetteria e alle paste fresche, che da soli rappresentano il 29,7% del totale con 1.699 referenze.

Accanto ai punti di forza emergono però anche nodi strutturali. Sartori segnala che permane una forte difficoltà nel reperire personale qualificato, mentre sulle imprese pesano le pressioni sui costi delle materie prime, soprattutto cacao e cioccolato, insieme ai timori per un’ulteriore escalation dei costi energetici legata alle tensioni geopolitiche.

Nel dettaglio, in Veneto sono 980 le figure specializzate difficili da reperire, il 65,8% delle entrate previste. Mancano all’appello 380 pasticceri, gelatai e conservieri artigiani, pari al 76% della domanda, una percentuale che porta la regione al terzo posto in Italia per difficoltà di assunzione. Situazione leggermente migliore ma comunque critica per panettieri e pastai artigiani: ne servirebbero 600, il 60,6% del fabbisogno.

Alle difficoltà occupazionali si sommano rincari significativi delle materie prime: a febbraio 2026 il cacao in polvere registra un aumento del 17% su base annua, il caffè del 12,9% e il cioccolato del 6,8%. Un quadro complesso che, secondo Sartori, rischia di pesare sull’equilibrio economico delle imprese artigiane del settore dolciario, pur in un contesto di qualità riconosciuta e forte radicamento territoriale.

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