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Cultura e territorio
02.04.2026 - 15:21
Locandina della campagna
Bassano del Grappa torna protagonista sulla scena nazionale con la candidatura a Capitale italiana della Cultura 2029, forte dell’esperienza maturata come Città Veneta della Cultura 2025 e di un anno ricco di risultati nel campo della valorizzazione culturale. Una sfida che, nelle parole del presidente della Regione, viene sostenuta con convinzione: la città è descritta come uno scrigno di storia, arte e architettura, un luogo che da sempre vive l’incontro come elemento distintivo.
Alla base della candidatura vi è un patrimonio unico: il ponte palladiano e la più ampia raccolta di opere di Antonio Canova al mondo, insieme a una collezione di Jacopo Bassano e della sua bottega che non ha eguali. I Musei Civici, fondati nel 1828, custodiscono testimonianze che attraversano i secoli, da Guariento e Lotto ad Artemisia Gentileschi, Tiepolo e Hayez, accanto alle collezioni Remondini e alla ceramica bassanese.
Accanto alla storia, Bassano mostra una concreta capacità di produrre cultura. Lo conferma il successo della mostra dedicata a Segantini, che ha attirato oltre 108 mila visitatori. Da qui muove la visione amministrativa di un “Risorgimento Urbano” orientato a trasformare la città in un laboratorio contemporaneo, puntando su rigenerazione, giovani, sostenibilità e mobilità dolce. L’obiettivo, spiega il sindaco, è far sì che la bellezza diventi motore di sviluppo, sociale ed economico, dentro una città connessa e strategicamente baricentrica tra Padova, Vicenza e Trento.
Il 2025 ha segnato anche il ritorno in città del “Cavallo colossale” di Canova, un progetto simbolico e altamente identitario. Parallelamente, Operaestate Festival Veneto continua a rappresentare un’eccellenza multidisciplinare riconosciuta in Europa, da cui sono nati progetti come Dance Well, oggi attivi anche fuori dai confini nazionali. Sul piano della promozione della lettura, Bassano detiene dal 2017 il titolo di “Città che legge” e la Biblioteca Civica supera le 100 mila presenze annue.
La candidatura è anche l’occasione per ripensarsi come territorio. Bassano, con i suoi oltre 42 mila abitanti, occupa un punto nevralgico tra pianura e Prealpi e intende proporsi come riferimento della Pedemontana Veneta, area che già oggi opera come sistema integrato nei settori dell’istruzione, della sanità e dell’impresa. La nuova Superstrada Pedemontana ha rafforzato ulteriormente queste connessioni. Attorno alla visione culturale si sta inoltre consolidando una rete concreta: quattordici Comuni riuniti nell’Intesa Programmatica d’Area e un Marchio d’Area in costruzione, pronto a valorizzare insieme cultura, natura, cicloturismo ed enogastronomia.
Il percorso verso il 2029 prevede l’avvio di tavoli tematici, consultazioni pubbliche e la redazione di un dossier condiviso. La cultura diventa così la lente con cui ripensare l’intera città, mettendo al centro i giovani. In questa direzione nasce “Cantiere 35”, spazio dedicato agli under 35 con funzioni di coworking, incubazione d’impresa e formazione. Al tempo stesso procede la rigenerazione del patrimonio storico: Palazzo Pretorio sarà restaurato entro il 2026 grazie ai fondi PNRR, mentre Palazzo Bonaguro diventerà un nuovo hub culturale affacciato sul Brenta.
La candidatura guarda anche ai quartieri e agli spazi verdi, con progetti per palestre a cielo aperto, nuovi boschi urbani, riforestazione e valorizzazione delle Serre del Giardino Parolini. Le reti civiche, come il Patto cittadino per la lettura, già coinvolgono decine di realtà territoriali, segno di una cultura vissuta come bene comune.
Con entusiasmo, l’assessora alla Cultura sottolinea come la sfida sia usare i linguaggi contemporanei e le tecnologie per costruire una città moderna, interconnessa e capace di dare risposte ai giovani.
Il 2026 sarà un anno cruciale: a Palazzo Sturm sarà allestita la mostra “Olivetti. L’arte di comunicare”, dedicata alla straordinaria eredità del marchio italiano, in continuità con la tradizione tipografica dei Remondini. A seguire, il Museo Civico ospiterà la grande retrospettiva “Sebastião Salgado. Collezione della Maison Européenne de la Photographie”, prima mostra in Italia capace di ripercorrere l’intera opera del grande fotografo. Nel dicembre dello stesso anno, il “Cavallo colossale” tornerà finalmente visibile al pubblico dopo un complesso restauro.
Questa programmazione, come conferma la direzione dei Musei Civici, rappresenta un tassello importante verso il 2029: una visione ampia, coerente e internazionale che punta a far maturare a pieno il progetto culturale della città, sostenuto anche dal lavoro consulenziale delle realtà specializzate nella costruzione delle candidature.
Bassano del Grappa, dunque, corre verso il 2029 con un progetto che unisce radici e futuro, cultura e territorio, tradizione e innovazione. Una sfida collettiva che punta a riportare l’arco alpino e prealpino al centro del racconto culturale nazionale.
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