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“Le anime morte” al Del Monaco: il classico di Gogol’ torna a parlare al presente

Peppino Mazzotta porta in scena a Treviso una feroce satira su corruzione e ambizione: «Un’autopsia dell’umanità»

“Le anime morte” al Del Monaco: il classico di Gogol’ torna a parlare al presente

Foto di repertorio

Un classico che attraversa i secoli senza perdere mordente, capace di raccontare il presente con inquietante precisione. Arriva al Teatro Del Monaco di Treviso “Le anime morte – ovvero le (dis)avventure di un onesto truffatore”, adattamento e regia di Peppino Mazzotta dal celebre romanzo di Le anime morte.

Lo spettacolo sarà in scena dal 9 al 12 aprile, proponendo al pubblico una lettura contemporanea dell’opera di Nikolaj Vasil'evič Gogol', considerata uno dei capolavori assoluti della letteratura mondiale.

Al centro della vicenda c’è Pavel Ivànovic Cicikov, funzionario pubblico tutt’altro che integerrimo, protagonista di una truffa tanto paradossale quanto legale: acquistare “anime morte”, ovvero servi della gleba deceduti ma ancora registrati, per ottenere prestiti e costruire la propria ascesa sociale. Un espediente narrativo che diventa, sulla scena, un viaggio grottesco dentro i vizi dell’umanità.

Mazzotta costruisce uno spettacolo che affonda nella tradizione, ma guarda dritto all’oggi. «In materia di imbroglioni, corruttela e avidità — osserva il regista — sembra che nulla sia cambiato in quasi due secoli». Il risultato è una galleria tragicomica di personaggi che riflettono debolezze e contraddizioni ancora attuali, trasformando il testo in una sorta di dissezione morale della società.

Cicikov diventa così un archetipo senza tempo: un uomo capace di apparire rispettabile mentre persegue senza scrupoli i propri interessi, simbolo di un’ambizione priva di etica che si rigenera in ogni epoca.

Lo spettacolo, produzione del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e del Teatro Stabile del Veneto, vede in scena un cast corale guidato da Federico Vanni, affiancato da Milvia Marigliano, Gennaro Apicella, Raffaele Ausiello, Fulvio Pepe, Massimo De Matteo, Antonio Marfella, Alfonso Postiglione e Luciano Saltarelli.

Accanto alle repliche, è previsto anche un momento di approfondimento con il pubblico: l’incontro “A scena aperta”, in programma il 10 aprile al Teatro La Stanza, offrirà l’occasione di dialogare con gli interpreti e il team creativo.

Della progettata trilogia gogoliana, solo la prima parte — quella rappresentata nello spettacolo — è giunta integra fino a noi. Ed è proprio qui che si concentra la visione più feroce dell’autore: un mondo popolato da “morti viventi”, attaccati ai beni più che alla vita, incapaci di uno slancio etico.

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