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04.04.2026 - 10:19
Immagine di repertorio
Venezia ha dato il via ieri alla prima giornata del contributo di accesso per il 2026, misura sperimentale nata dalla legge di Bilancio 2019 e aggiornata nel 2021. L’obiettivo è regolamentare i flussi turistici e ridurre l’impatto del turismo giornaliero, in particolare nei periodi di maggiore afflusso, salvaguardando l’unicità e la delicatezza della città lagunare.
Nella giornata inaugurale, 13.117 visitatori hanno pagato il contributo: 5.225 hanno versato 5 euro, mentre 7.892 hanno pagato 10 euro, in base ai tempi di prenotazione negli ultimi tre giorni. Gli operatori hanno verificato oltre 10.910 QR-code, rilevando 70 violazioni, per le quali sono state emesse sanzioni dalla Polizia Locale.
La sperimentazione prevede un totale di 60 giornate tra aprile e luglio, con orario di controllo dalle 8.30 alle 16. I varchi fisici ai principali punti di ingresso saranno presidiati da steward e verificatori, con corsie privilegiate per residenti e lavoratori. Chi non dispone del titolo di accesso potrà scaricarlo direttamente sul posto, ma sarà soggetto a multa se non in regola.
Al centro del sistema c’è la piattaforma multicanale e multilingua realizzata da Venis Spa, che consente di ottenere online il QR Code necessario. Il Comune di Venezia gestisce direttamente la riscossione attraverso la web-app cda.ve.it.
Oltre 150 operatori tra steward, agenti e verificatori sono impegnati sul territorio, coordinati da una task force congiunta Comune-Vela Spa e monitorati dalla Smart Control Room. Sono stati inoltre installati 70 totem informativi tra Venezia, Chioggia e Punta Sabbioni, a supporto dei visitatori.
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