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04.04.2026 - 14:00
Foto di repertorio
Con l’avvicinarsi delle festività pasquali, cresce la preoccupazione per possibili intossicazioni alimentari. Gli specialisti del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl hanno chiarito che non si tratta di un aumento straordinario, ma di un fenomeno stagionale legato al cambiamento delle abitudini culinarie.
Con la primavera si cucinano più piatti in anticipo, si mangia all’aperto e le temperature più alte favoriscono la proliferazione di batteri e virus. Tra gli agenti più comuni ci sarebbero Salmonella, Campylobacter, Listeria, Norovirus e il virus dell’epatite A.
Gli esperti sottolineano che particolare attenzione va rivolta al pesce crudo o poco cotto, ai molluschi, alle uova crude, agli insaccati freschi e alla frutta e verdura non lavate correttamente. I funghi spontanei possono risultare pericolosi se non riconosciuti con competenze micologiche adeguate, mentre il pesce crudo non abbattuto all’origine deve essere congelato a -18 °C per almeno 96 ore.
Dal punto di vista chimico, avvertono gli specialisti, l’istamina presente in alcune specie di pesce mal conservate può provocare sintomi simili ad allergie, tra cui rossore, prurito e disturbi gastrointestinali.
Le regole di base consigliate consistono nell’igiene di mani e superfici, nel rispetto della catena del freddo, nella cottura adeguata e nella prevenzione delle contaminazioni crociate. In caso di sintomi di intossicazione, gli esperti raccomandano di rivolgersi al medico di fiducia, al medico di continuità assistenziale o al CAU, che potranno attivare il Servizio Igiene Pubblica.
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