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07.04.2026 - 13:36
Foto di repertorio
La Provincia di Belluno prende posizione contro il decreto legislativo (atto governo n. 382) che prevede la soppressione delle figure territoriali delle Consigliere e dei Consiglieri di parità. Il presidente Marco Staunovo Polacco, su proposta della consigliera delegata alle pari opportunità Matilde Vieceli, ha inviato una nota formale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e ai ministeri competenti, sottolineando l’importanza di mantenere la funzione sul territorio.
Il provvedimento, che mira a centralizzare le funzioni in un unico ente nazionale, rischia di rendere “irreperibili” le istituzioni in un territorio montano complesso come quello bellunese, aumentando il peso della burocrazia soprattutto per le fasce di popolazione più vulnerabili.
Il documento evidenzia il lavoro svolto da Flavia Monego, attuale Consigliera Provinciale di Parità: 55 procedimenti di conciliazione sul lavoro, iniziative di sensibilizzazione nelle scuole e nelle aziende, e la creazione di una rete con istituzioni, sindacati e centri antiviolenza. “La parità di genere non è una questione ideologica, ma una condizione essenziale di civiltà e sviluppo economico e sociale per l’intera comunità bellunese”, si legge nel comunicato.
La Conferenza dei Sindaci dell’ULSS 1 Dolomiti ha formalmente incluso la figura della Consigliera di Parità nel Piano di Zona 2026, riconoscendone il ruolo di garanzia democratica e di intervento rapido nelle discriminazioni quotidiane. La nota è stata approvata all’unanimità dai tre gruppi consiliari della Provincia.
“La parità di genere sul lavoro non conosce colori politici – sottolinea Vieceli – Non possiamo permettere che una decisione burocratica cancelli anni di lavoro prezioso, relazioni consolidate e fiducia costruita sul campo”.
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