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Veneto, riparte la pesca delle vongole: 4 milioni per salvare i fondali dalle mucillagini

Un progetto pilota punta a ripristinare l’habitat marino e rilanciare la produzione, tra innovazione tecnologica e interventi sul campo

Veneto, riparte la pesca delle vongole: 4 milioni per salvare i fondali dalle mucillagini

Foto di repertorio

Un segnale concreto di rinascita per il comparto dei molluschi veneto: questa mattina, nella sede di Veneto Agricoltura a Legnaro, è stato firmato l’accordo che riattiva la pesca della vongola comune (Chamelea gallina) lungo le coste venete. L’intesa, sottoscritta dal direttore di Veneto Agricoltura Federico Caner e dai presidenti dei consorzi Co.Ge.Vo. di Chioggia e Venezia, Michele Boscolo Marchi e Massimo Pedronetto, punta a fronteggiare gli effetti devastanti delle mucillagini che hanno colpito l’Alto Adriatico negli ultimi anni, provocando mortalità fino al 100% delle vongole in alcune aree.

Il progetto, finanziato con oltre 4 milioni di euro dai fondi europei FEAMPA 2021-2027, prevede interventi mirati di bonifica, pulizia e ossigenazione dei fondali, coordinati sul campo dai consorzi locali e guidati scientificamente dal CREA. Le operazioni coinvolgeranno le 106 draghe autorizzate alla pesca in Veneto, impegnate nell’aratura superficiale dei sedimenti per contrastare l’anossia causata dalla proliferazione di materia organica.

Non solo lavoro manuale: il programma introduce una mappa GIS dinamica e un’APP dedicata per monitorare in tempo reale le operazioni di semina e ossigenazione dei fondali. L’obiettivo è riportare la densità di vongole al 30% entro sei mesi, creando un modello replicabile in altre aree italiane.

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