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Michele Boldrin: “Per Venezia vale la pena rischiare. Anche pagarci le tasse”

Il candidato sindaco del movimento Ora! racconta le ragioni della sua discesa in campo: tra impegno civico, critica ai “due populismi” e una vita divisa tra università e politica

Michele Boldrin

Michele Boldrin

“Chi me lo fa fare? Me lo chiedono in tanti. La risposta è semplice: perché vale la pena provarci”.
Michele Boldrin sorride, ma non si sottrae quando la domanda si fa più diretta, persino provocatoria. Cittadino americano, accademico affermato, con una carriera costruita all’estero, la sua candidatura a sindaco di Venezia per il movimento Ora! sembra, almeno in apparenza, una scelta controcorrente.

“Se vincessi — ammette — dovrei anche iniziare a pagare le tasse in Italia. Non è esattamente un incentivo”. Eppure la decisione è maturata lo stesso, tra una riflessione personale e una convinzione più profonda: “A un certo punto della vita senti il bisogno di restituire qualcosa. Io sono vicino alla pensione, il grosso del mio reddito da professore non ci sarà più. Questo mi permette di fare una scelta diversa”.

Boldrin rivendica però anche un elemento meno idealistico e più pragmatico: per affrontare una sfida complessa come quella amministrativa serve convinzione totale. “Se fai una cosa difficile e parti già con i dubbi, sei finito. Devi crederci fino in fondo. Poi magari perdi, ma intanto devi giocartela davvero”.

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