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11.04.2026 - 14:00
Foto di repertorio
Difendere la Biennale di Venezia da quello che definisce un “ricatto di Bruxelles” e ribadire il ruolo della cultura come spazio di dialogo e non di censura. È la posizione espressa dal presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani, intervenuto con una nota ufficiale sul confronto in corso tra istituzioni europee e mondo culturale.
Stefani afferma di essere in contatto con il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco, che dice di apprezzare per “indipendenza e coraggio nella difesa dell’arte e della cultura”, e sottolinea come, in un contesto internazionale segnato da conflitti, l’arte debba restare uno strumento di confronto e costruzione di ponti tra i popoli.
Nel suo intervento, il governatore veneto critica la posizione dell’Unione Europea, accusata di assumere un atteggiamento che penalizzerebbe le espressioni artistiche e culturali, anche in contesti storicamente aperti al dialogo internazionale come la Biennale, attiva dal 1895.
“Di fronte ai gravi conflitti che feriscono il mondo – sostiene Stefani – l’Europa dovrebbe essere protagonista nella mediazione internazionale, non marginalizzarsi o esercitare pressioni sugli artisti”.
Da qui l’appello rivolto agli europarlamentari italiani: “Difendano la principale istituzione culturale del nostro Paese da quello che si configura come un vero e proprio ricatto. La pace non si costruisce attraverso la censura e la libertà non si difende limitandola. La Biennale non è un problema da gestire, ma uno spazio di confronto da difendere”.
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