Cerca

Test Miles 33

Scopri tutti gli eventi

EVENTI

Attualità

Este, scavi archeologici rallentano la casa di comunità

Scavi archeologici rallentano la casa di comunità all’ex ospedale di Este: tra tutela del sottosuolo e rischio ritardi per il PNRR

Crosara: ripristinato il servizio con il medico di base

Il passato riaffiora dal sottosuolo e rallenta il futuro. Nel cantiere della futura Casa di comunità all’ex ospedale di Este i lavori hanno subito un rallentamento a causa di alcuni ritrovamenti archeologici che stanno impegnando da settimane gli specialisti della Soprintendenza. Gli scavi, avviati nell’area dell’ex Pronto soccorso di via San Fermo, hanno riportato alla luce livelli abitativi riferibili a una fase di transizione tra età protostorica ed epoca romana. Non sono emerse strutture monumentali o reperti di particolare pregio architettonico, ma la stratificazione rinvenuta conferma ancora una volta la rilevanza storica dell’area, già in passato interessata da scoperte legate all’antica Ateste. Il cantiere, già alle prese con difficoltà di natura economica da parte dell’impresa appaltatrice, si trova ora a dover fare i conti anche con i tempi necessari alla documentazione archeologica preventiva prevista dalla normativa. L’Usl sta valutando soluzioni tecniche e amministrative per evitare ulteriori slittamenti e consentire la ripresa a pieno regime delle opere. L’intervento, dal valore complessivo di quasi 3 milioni di euro, è considerato strategico nella riorganizzazione della sanità territoriale. La Casa di comunità dovrebbe concentrare in un’unica struttura diversi servizi sanitari e sociosanitari: medici di medicina generale, attività di prevenzione, telemedicina, assistenza infermieristica e supporto psicologico. Un presidio di prossimità pensato per rafforzare l’assistenza sul territorio e alleggerire la pressione sugli ospedali. Negli ultimi mesi il cantiere aveva registrato un’accelerazione, anche grazie allo spostamento degli ultimi servizi ancora attivi nell’area, come la guardia medica, temporaneamente ricollocata per consentire l’avanzamento dei lavori. Ora però il cronoprogramma dovrà essere rivisto. Resta l’obiettivo di non compromettere l’opera nel suo complesso e, soprattutto, di non perdere i finanziamenti legati al Pnrr. Nel frattempo gli archeologi continuano a lavorare, consapevoli che ogni intervento nel cuore storico della città comporta il confronto con un sottosuolo ricco di testimonianze. Este, ancora una volta, si trova sospesa tra memoria e trasformazione. Il terreno racconta il suo passato mentre la città attende una nuova infrastruttura sanitaria. Il nodo ora è conciliare le due esigenze: tutelare ciò che riemerge e far ripartire un progetto atteso da anni.

Giada Zandonà 

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edizione