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Ulss Polesana, bilancio 2026: disavanzo scende a 59 milioni grazie a tagli e reingegnerizzazione

Disavanzo ridotto a 59 milioni (oltre 23 milioni in meno): bilancio 2026 dell'Ulss Polesana punta su tagli a beni sanitari, servizi e manutenzioni, investimenti limitati e reingegnerizzazione dei processi.

Ulss Polesana, bilancio 2026: disavanzo scende a 59 milioni grazie a tagli e reingegnerizzazione

Il disavanzo resta pesante, ma si riduce di oltre 23 milioni. Nella proposta di bilancio economico preventivo 2026 dell’Ulss Polesana il passivo stimato scende a 59 milioni di euro, contro gli 82,6 milioni previsti un anno fa.

Il quadro emerge dal decreto di approvazione firmato il 30 dicembre dal direttore generale Pietro Girardi, che recepisce le direttive inviate a novembre da Azienda Zero. Il risultato economico programmato per il 2026 è fissato a –59 milioni, mentre il tetto massimo per gli investimenti, a valere sul Fondo sanitario regionale, è pari a 5,8 milioni di euro.

Un obiettivo che, si legge negli atti, può essere raggiunto solo attraverso «un processo di reingegnerizzazione dei processi sanitari», con la possibile riprogrammazione dei servizi e una revisione dei flussi di attività, per garantire la sostenibilità economica dell’azienda.

Nel concreto, il miglioramento dei conti passa da un lieve aumento del valore della produzione (+3,6 milioni, pari all’1%), sostenuto anche da 9 milioni in più di contributi in conto esercizio, e soprattutto da un forte contenimento dei costi. Il costo complessivo della produzione è previsto in calo del 3 per cento, con un risparmio di 17,4 milioni.

La voce più significativa riguarda l’acquisto di beni sanitari, che scende di circa 10 milioni (-10%): 5,5 milioni in meno per farmaci ed emoderivati, 2,8 milioni per i dispositivi medici e 1,5 milioni per quelli diagnostici in vitro. Tagli rilevanti anche sugli acquisti di servizi non sanitari (–8,1 milioni, pari al –17%) e sulle spese di manutenzione ordinaria esternalizzata (–2,4 milioni, –22%).

In controtendenza, aumentano invece gli acquisti di servizi sanitari (+1,2 milioni) e il costo del personale (+2 milioni). Cresce inoltre la spesa per la farmaceutica convenzionata, con un incremento di quasi 2 milioni legato al passaggio di alcune terapie dalla distribuzione per conto al canale convenzionato.

Il bilancio prevede infine una riduzione di oltre 4 milioni per le prestazioni a rilevanza sanitaria dell’area territoriale e distrettuale e un taglio di 3,8 milioni per consulenze e collaborazioni sanitarie. Un insieme di misure che consente di ridurre il “rosso”, ma che affida il riequilibrio dei conti soprattutto alla compressione della spesa. (s.b.)

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