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Castelfranco. Scompare la gru al cantiere: rallentamenti e timori sui lavori per la nuove sede dello Steffani

Cantiere rallentato e incertezza sulla solidità di Itaco: la nuova sede del Conservatorio Agostino Steffani da 10 milioni rischia ritardi, studenti e istituzioni in attesa di garanzie.

Lavori nuova sede Steffani

Foto di repertorio

La gru non c’è più e il cantiere di via Riccati appare a tratti deserto. Un’immagine che ha riacceso i timori attorno alla nuova sede del Conservatorio “Agostino Steffani”, progetto da 10 milioni di euro finanziato con fondi statali per la riqualificazione dell’ex scuola Maffioli, della chiesa di San Giacomo e del chiostro dei Serviti. Ufficialmente non si parla di stop, ma il rallentamento è sotto gli occhi di tutti. A pesare è la situazione del consorzio stabile Itaco, impresa affidataria dell’intervento, finita negli ultimi mesi al centro di criticità con altri enti del Veneto. Revoche e risoluzioni contrattuali, come nel caso dell’Israa di Treviso, hanno indotto anche il Conservatorio a muoversi con prudenza, chiedendo chiarimenti formali sulla solidità patrimoniale della ditta.

Il direttore Paolo Troncon non nasconde le difficoltà, ma invita a non trarre conclusioni affrettate: «È cambiato il fornitore della gru, ma questo non significa che i lavori siano bloccati. È indubbio che in questo momento ci sia un rallentamento, perché vanno definiti bene i rapporti con Itaco. Abbiamo chiesto chiarezza per conoscere esattamente la loro situazione patrimoniale». Prima di Natale si è tenuto un incontro per mettere sul tavolo le perplessità dell’ente. «Stiamo aspettando delle risposte – prosegue – e sulla base di quelle prenderemo le nostre decisioni. Non siamo in una situazione di rottura, ma è fondamentale avere garanzie. Itaco deve fornirci una soluzione compatibile che ci dia sicurezza». Il cronoprogramma, già rivisto dopo lo stop di oltre cinque mesi per la bonifica dell’amianto, prevede la conclusione del primo stralcio tra settembre e ottobre 2026, così da consentire il trasferimento prima dell’avvio dell’anno accademico. Ma un ulteriore slittamento non può essere escluso. «A seconda di quanto ci verrà comunicato – spiega Troncon – potremmo anche rivedere le tempistiche. Al momento, però, è prematuro parlare di nuove date».

La posta in gioco è alta. Il finanziamento coinvolge più soggetti istituzionali, tra cui Ministero dell’Università, Ministero dell’Economia e Cassa Depositi e Prestiti, con procedure contabili complesse e scadenze da rispettare. Il Conservatorio può contare sul supporto dell’Avvocatura dello Stato e degli uffici comunali. «L’Avvocatura ci sta seguendo molto da vicino – conclude Troncon – e anche il Comune ci sta fornendo un aiuto decisivo. Da soli non avremmo potuto gestire una situazione così complessa». Nel frattempo studenti e docenti continuano le attività negli spazi provvisori del Chiostro dei Serviti, in attesa che il cantiere riprenda slancio, anche in vista del secondo stralcio. La seconda parte dell’intervento, anche questo finanziato con 10 milioni di fondi statali, permetterà il recupero della casa ex-Pavan e la realizzazione di un nuovo auditorium. L’angolo tra via Riccati e via San Giacomo diventerà quindi una vera e propria “cittadella della musica”.

Leonardo Sernagiotto

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