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Cavarzere al centro del dibattito dopo il servizio di “Fuori dal Coro”

Il problema dell’immigrazione messo in evidenza da un servizio televisivo

Cavarzere al centro del dibattito dopo il servizio di “Fuori dal Coro”

Un momento del servizio

Cavarzere finisce al centro del dibattito nazionale dopo il servizio andato in onda nelle scorse settimane durante la trasmissione “Fuori dal Coro”. La puntata ha dedicato un approfondimento alla realtà cittadina, concentrandosi sull’aumento delle dichiarazioni di ospitalità per cittadini stranieri.

Nel servizio, realizzato dall’inviato Francesco Leone, vengono evidenziati alcuni dati relativi alla crescita delle dichiarazioni di ospitalità registrate negli ultimi anni. Secondo quanto riportato, si sarebbe passati da 74 nel 2020 a oltre 1.300 nel 2025. Per verificare la situazione, il giornalista si è presentato in città fingendosi uno straniero interessato a ottenere i documenti necessari per il permesso di soggiorno. Nel servizio viene mostrato un incontro con un uomo indicato come presunto intermediario, che avrebbe dichiarato di poter aiutare alcuni connazionali nella gestione delle pratiche e nella predisposizione delle dichiarazioni di ospitalità.

Il confronto, ripreso dalle telecamere nascoste, prosegue con l’uomo che parla di piccoli compensi per la gestione delle pratiche e afferma di possedere diversi immobili che gli consentirebbero di rilasciare dichiarazioni di ospitalità. Secondo quanto mostrato nel servizio televisivo, nel 2025 sarebbero state presentate a suo nome oltre un centinaio di richieste. A un certo punto l’inviato ha rivelato la propria identità chiedendo spiegazioni più dettagliate. L’uomo ha respinto le accuse e ha sostenuto di non aver favorito nessuno in modo illecito. Dopo un breve confronto ha deciso di recarsi alla stazione dei carabinieri, invitando il giornalista a chiarire la vicenda nelle sedi opportune o eventualmente durante la trasmissione televisiva. Il confronto però non è proseguito e l’uomo si è allontanato senza ulteriori dichiarazioni.

Sulla questione è intervenuto il sindaco Pierfrancesco Munari. “Per prima cosa - ha detto - l'immigrazione non è gestibile da nessun sindaco, perché è una competenza statale sul quale noi non possiamo derogare. In secondo luogo le dichiarazioni di ospitalità sono dichiarazioni quindi vengono rese, non è come un procedimento, ad esempio quello della residenza, dove ci può essere un'istruttoria e un'analisi di determinati spazi, ad esempio metrature o quant'altro. La dichiarazione viene resa da un soggetto che ti dichiara che ospita un altro”.

Munari ha poi ricordato di aver segnalato la crescita dei numeri alle autorità competenti. “Come sindaco – ha detto – già nel 2024 con protocolli certi avevo denunciato il numero che stava crescendo esponenzialmente al Prefetto e ho mandato nel corso del 2025, 4-5 comunicazioni aggiornando il numero e chiedendo diversi riscontri. È stato fissato un comitato di ordine di sicurezza provinciale”. Il primo cittadino ha aggiunto: “Ho mandato nel 2026 un ulteriore consuntivo comunicando quelli che erano i dati a fine 2025 e chiedendo un ulteriore riscontro. Nel caso in cui ci fosse dell'indagine in corso non credo sia opportuno parlarne”.

A far discutere sono state anche le dichiarazioni dell’assessore Mattia Bernello sul tema immigrazione. “Le esternazioni dell'assessore Bernello - conclude Munari - erano finalizzate alla sinistra non locale che tanto non conta più di tanto, ma quanto alla sinistra nazionale che si accorge oggi di un problema di immigrazione, quando il centrodestra sono 30 che erge i muri contro un'immigrazione senza controllo che ha riempito tutte le nostre città tra le più grandi e le più piccole”.

Alessandro Abbadir

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