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27.01.2026 - 05:19
Un viaggio tra storia e artigianato ha animato la serata d’autore dell’associazione Sette Mari di Chioggia. Al centro dell’incontro il Bucintoro degli Estensi, illustrato sotto il profilo storico e iconografico e presentato attraverso il modello in scala realizzato da Franco Ragazzi.
Chioggia: Una vera e propria immersione tra storia, arte e tradizione marinara ha caratterizzato la serata d’autore organizzata dall’associazione Sette Mari di Chioggia, dal titolo “Viaggio tra storia e maestria artigiana”, organizzata nella sede dell’associazione presieduta da Oscar Nalesso.
Ad aprire l’incontro è stato proprio il presidente Nalesso, che ha ripercorso le più recenti attività culturali promosse dai Sette Mari in città, ricordando in particolare le iniziative che hanno visto la presenza della Marina Militare a Chioggia, a conferma del forte legame tra la città e la sua identità marinara.
La serata è entrata poi nel vivo con la parte storica dedicata al Bucintoro, affidata a Luciano Giro, che ha illustrato il contesto storico dell’ imbarcazione cerimoniale durante la Serenissima. A seguire, lo storico, collezionista e antiquario adriese Edoardo Zambon ha guidato il pubblico alla scoperta delle stampe antiche, illustrandone le peculiarità.
Proprio da una stampa conservata nell’Archivio di Stato di Modena ha preso forma l’opera del modellista ferrarese Franco Ragazzi, socio del gruppo ANMI di Ferrara, che ha realizzato il Bucintoro degli Estensi: un lavoro di straordinaria precisione, frutto di tre anni di studio e costruzione, apprezzato anche dal Ministero della cultura. Nel suo intervento, Ragazzi ha raccontato nel dettaglio cosa significhi realizzare un modello navale in scala, soffermandosi sulle scelte tecniche, sui materiali e sulla fedeltà storica.
Il modello, esposto durante la serata, ha colpito il pubblico anche per un elemento particolarmente evocativo: le figure in scala delle persone, vestite con i costumi del Palio di Ferrara, inserite a bordo per permettere di cogliere la reale proporzione tra l’imbarcazione e l’equipaggio. Un accorgimento che ha reso ancora più evidente il valore simbolico del Bucintoro, concepito dagli Estensi come strumento di rappresentanza e prestigio, al pari di quello della Serenissima Repubblica di Venezia.
A portare il proprio contributo è stato anche il modellista Michele Padoan, componente del consiglio di amministrazione dell’associazione Sette Mari, sottolineando l’importanza della modellistica come forma di divulgazione storica.
A chiudere la serata è stato l’intervento del conferenziere ANMI Roberto Spolaor, che ha omaggiato i presenti con la focaccia “Latitudine Zero”, realizzata secondo un’antica ricetta legata al comandante Agostino “Tino” Straulino, ufficiale della Marina Militare, velista di fama internazionale e già comandante della nave scuola Amerigo Vespucci. Una tradizione marinara trasmessa al marinaio Claudio Tuzi, oggi ricordata anche attraverso il nipote, giovane studente del Nautico di Venezia e recentemente entrato come socio aggregato nel gruppo ANMI di Bologna.
Il Bucintoro estense, al termine della serata chioggiotta, farà ritorno a Ferrara: l’opera è stata infatti donata dall’artista alla Provincia di Ferrara e andrà ad arricchire la sala museale all’interno del Castello Estense, edificio di proprietà provinciale, dove continuerà a raccontare una pagina affascinante della storia navale e del potere simbolico delle grandi famiglie italiane.
Guendalina Ferro
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