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Inchiesta Palude

Processo Brugnaro, la difesa del sindaco respinge le accuse su atti compiuti dopo novembre 2022

L’avvocato Rampinelli ha sollevato davanti al gup l’assenza di proroghe formali sulle indagini preliminari che coinvolgono Brugnaro e alcuni suoi collaboratori

Caduta di un albero a Piazzale Roma. La nota del sindaco Luigi Brugnaro

Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro

La difesa del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha chiesto di dichiarare inutilizzabili tutti gli atti prodotti dopo novembre 2022 nell’ambito dell’inchiesta “Palude”. La richiesta è stata presentata dall’avvocato Alessandro Rampinelli durante l’udienza preliminare davanti al gip Andrea Innocenti.

Secondo il legale, le indagini condotte dai pm veneziani Federica Baccaglini e Roberto Terzo non sarebbero state prorogate regolarmente dopo la scadenza dei termini. “Brugnaro – ha spiegato Rampinelli – è stato iscritto per la prima volta il 4 aprile 2022 con un provvedimento relativo a ipotesi di corruzione, utilizzando un nome di fantasia. Successivamente, il 25 maggio 2022, è stata iscritta un’ulteriore notizia di reato per associazione per delinquere, sempre sotto lo stesso espediente.”

Il legale ha ricordato che il termine per il completamento delle indagini preliminari scadeva il 4 novembre 2022, considerando un mese di sospensione, mentre quello relativo all’associazione a delinquere arrivava al 25 novembre 2022. “Non fu mai richiesta alcuna proroga – ha aggiunto Rampinelli – e pertanto tutti gli atti compiuti dopo novembre 2022 sono, a nostro avviso, inutilizzabili”.

Alla richiesta si sono unite anche le difese di alcuni collaboratori del sindaco, tra cui Morris Ceron e Derek Donadini, e del magnate di Singapore Ching Chiat Kwong. Le parti civili e la procura si esprimeranno sulle eccezioni sollevate nella prossima udienza, fissata per il 13 febbraio.

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