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Inchiesta Palude
23.01.2026 - 18:21
Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro
La difesa del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha chiesto di dichiarare inutilizzabili tutti gli atti prodotti dopo novembre 2022 nell’ambito dell’inchiesta “Palude”. La richiesta è stata presentata dall’avvocato Alessandro Rampinelli durante l’udienza preliminare davanti al gip Andrea Innocenti.
Secondo il legale, le indagini condotte dai pm veneziani Federica Baccaglini e Roberto Terzo non sarebbero state prorogate regolarmente dopo la scadenza dei termini. “Brugnaro – ha spiegato Rampinelli – è stato iscritto per la prima volta il 4 aprile 2022 con un provvedimento relativo a ipotesi di corruzione, utilizzando un nome di fantasia. Successivamente, il 25 maggio 2022, è stata iscritta un’ulteriore notizia di reato per associazione per delinquere, sempre sotto lo stesso espediente.”
Il legale ha ricordato che il termine per il completamento delle indagini preliminari scadeva il 4 novembre 2022, considerando un mese di sospensione, mentre quello relativo all’associazione a delinquere arrivava al 25 novembre 2022. “Non fu mai richiesta alcuna proroga – ha aggiunto Rampinelli – e pertanto tutti gli atti compiuti dopo novembre 2022 sono, a nostro avviso, inutilizzabili”.
Alla richiesta si sono unite anche le difese di alcuni collaboratori del sindaco, tra cui Morris Ceron e Derek Donadini, e del magnate di Singapore Ching Chiat Kwong. Le parti civili e la procura si esprimeranno sulle eccezioni sollevate nella prossima udienza, fissata per il 13 febbraio.
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