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Cronaca
28.01.2026 - 08:08
Foto di repertorio
Cinque anni e quattro mesi di reclusione: è la condanna inflitta in primo grado a una donna di 40 anni ritenuta responsabile del tentato omicidio del figlio, avvenuto nel novembre 2024 nell’abitazione di famiglia a Marano Vicentino, nel Vicentino.
Secondo quanto emerso nel corso del procedimento, la donna aveva cercato di annegare il bambino in bagno. A evitare la tragedia è stato l’intervento tempestivo dei carabinieri, allertati dalla stessa madre che, nel corso di una telefonata al numero unico di emergenza 112, aveva annunciato le proprie intenzioni. La centrale operativa è riuscita a risalire rapidamente all’utenza e all’indirizzo, facendo scattare l’intervento immediato dei militari della compagnia di Thiene.
Una volta entrati nell’abitazione, i carabinieri hanno trovato il piccolo con la testa immersa nel bidet e sono riusciti a salvarlo in extremis. La donna, in stato di choc, è stata arrestata in flagranza e successivamente trasportata in ospedale.
Nel processo, il pubblico ministero Paolo Fietta aveva chiesto una condanna a otto anni di carcere. Una perizia psichiatrica ha stabilito che la donna fosse capace di intendere e di volere al momento dei fatti, portando così al giudizio immediato. Attualmente l’imputata, difesa dall’avvocato Giacomo Zanella, si trova ancora agli arresti domiciliari in una struttura.
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