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Ubriaco al volante dopo lo schianto: annullata l’assoluzione, processo da rifare

La Cassazione cancella la sentenza del gip di Trento: il 49enne aveva un tasso alcolemico oltre sette volte il limite

Ubriaco al volante dopo lo schianto: annullata l’assoluzione, processo da rifare

Foto di repertorio

La Corte di Cassazione ha annullato l’assoluzione di un automobilista di 49 anni coinvolto in un grave incidente stradale in Val di Non. Il caso tornerà ora davanti al giudice del Tribunale di Trento, ma con un magistrato diverso: il processo dovrà essere rifatto da capo.

L’uomo, residente nella zona di Val di Non, era finito a processo dopo essersi opposto a un decreto penale di condanna. Secondo l’accusa, aveva provocato un incidente mentre guidava in stato di ebbrezza con un tasso alcoolemico di 3,53 grammi per litro, oltre sette volte il limite legale di 0,5.

L’incidente

Lo schianto risale a una sera di novembre 2023 sulla strada per Tassullo. L’auto del 49enne, dopo una curva, era uscita di strada finendo nel giardino di un’abitazione: nell’impatto erano state distrutte una siepe e una cordonata in porfido, prima della collisione con un pilastro in granito e un palo di ferro.

Il conducente e la passeggera erano stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale di Cles. L’uomo riportò un trauma facciale e la frattura del naso. Dagli esami emerse un tasso alcolemico molto elevato e la diagnosi medica parlava di “abuso etilico acuto”.

L’assoluzione e il ricorso

Il giudice per le indagini preliminari aveva però assolto l’imputato ritenendo non dimostrato che gli accertamenti sanitari fossero stati eseguiti dopo averlo informato del diritto di farsi assistere da un avvocato di fiducia.

Una decisione contestata dal procuratore generale della Corte d’Appello di Trento, che ha impugnato la sentenza denunciando illogicità nella motivazione e travisamento delle prove.

La decisione della Cassazione

La Cassazione ha accolto il ricorso. Secondo i giudici, è poco credibile che in ospedale si siano svolti gli accertamenti in pochi minuti senza le procedure ordinarie. Inoltre, dai verbali dei carabinieri risulta che l’uomo fosse stato informato oralmente della possibilità di avere un avvocato, modalità considerata valida dalla giurisprudenza, e che lui stesso avesse rinunciato.

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