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Cronaca
16.03.2026 - 11:47
Foto di repertorio
Quindici anni di contenziosi e una storia che sembra infinita: la vicenda fiscale legata a Casa Girelli torna davanti al giudice tributario di secondo grado. La Corte di Cassazione ha infatti accolto il ricorso della Cavit – Cantina Viticoltori Trentini, affidato all’avvocato Diego Salvatore, dichiarando «illegittima» la sentenza precedente e rinviando la questione ai giudici trentini.
La disputa riguarda spese contestate dall’Agenzia delle Entrate per circa 2,7 milioni di euro, riferite agli anni d’imposta 2005-2009, calcolando interessi. Al centro della contesa vi erano i compensi dei manager di Cantina La Vis, fatturati alla controllata Casa Girelli come servizi professionali, operazione che il Fisco riteneva impropria perché avrebbe ridotto indebitamente il reddito imponibile della società.
Il lungo iter giudiziario ha visto alternarsi verdetti contrastanti: dalla prima riduzione della cifra contestata a 200mila euro annui da parte della Commissione Tributaria nel 2012, fino alla decisione della Corte di Cassazione del 2023 che aveva dichiarato illegittimi gli avvisi di accertamento per motivazioni contraddittorie. Tuttavia, nel 2024, il giudice tributario trentino aveva confermato il precedente orientamento, ribadendo l’esistenza della presunta irregolarità.
Ora, la controversia torna nelle mani dei giudici locali, a quasi sedici anni dal primo avviso di accertamento del 2010. La Cassazione ha sottolineato che la motivazione degli accertamenti fiscali non può essere contraddittoria, poiché il contribuente deve poter comprendere chiaramente le ragioni della contestazione. La vicenda resta quindi aperta, con nuove decisioni attese nei prossimi mesi.
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