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Cronaca
16.03.2026 - 11:50
Foto di repertorio
Un’inchiesta che scuote il mondo del giornalismo e della scuola, svelando un retroscena di abusi e materiale pedopornografico che coinvolge figure di alto profilo professionale. In manette sono finiti un giornalista e manager romano di 48 anni, con un passato ai vertici di un telegiornale nazionale, e la sua compagna, una professoressa di liceo trevigiana di 52 anni.
L’indagine è scattata quasi per caso, grazie alla prontezza di una sedicenne. La ragazza, mentre si trovava nell’abitazione della madre a Treviso, ha intercettato una chat dai contenuti inequivocabili: uno scambio continuo di messaggi, video e scatti espliciti tra la donna e il compagno romano. La giovane ha immediatamente allertato il padre, ex marito dell’insegnante, la cui denuncia ha messo in moto la macchina investigativa dei Carabinieri.
Quando i militari si sono presentati alla porta dei due indagati, il silenzio è stata l'unica risposta. Un contrasto stridente con la frenesia digitale scoperta nei loro smartphone, dove gli inquirenti hanno rinvenuto un archivio dell'orrore.
Il materiale sequestrato delinea un quadro di violazione sistematica dell’intimità domestica. Non solo immagini della figlia adolescente della donna, ma anche foto e video che ritraggono i nipotini della docente, bambini di appena 5 e 8 anni, ignari di essere diventati oggetto di attenzioni perverse.
Secondo le prime ricostruzioni, tra i due arrestati esisteva un "patto degenerato": la donna inviava il materiale multimediale al compagno, il quale rispondeva con commenti e apprezzamenti. Un rapporto definito dagli inquirenti come "profondamente anomalo", che solleva interrogativi inquietanti sulla natura del legame tra i due.
Mentre la professoressa è stata trasferita in carcere a Treviso e il giornalista è detenuto nella Capitale, l'attenzione della Procura si sposta ora sulla rete di diffusione. L’obiettivo prioritario degli esperti informatici è capire se quel materiale fosse destinato esclusivamente al consumo privato della coppia o se facesse parte di un circuito più ampio di scambio di materiale pedopornografico sul web.
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