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Treviso, fingono di essere prete e suora per truffare una donna: arrestati un 70enne e una 46enne

Accusati di circonvenzione di incapace, i due avrebbero estorto 4.000 euro a una 50enne con problemi di salute

Treviso, fingono di essere prete e suora per truffare una donna: arrestati un 70enne e una 46enne

Foto di repertorio

Si sono presentati come figure religiose, ma il loro scopo era ben diverso: fingendo di essere un prete e una suora, sono riusciti a sottrarre 4.000 euro a una donna, approfittando delle sue gravi condizioni di salute. La truffa si è consumata tra il dicembre 2023 e l’aprile 2024, quando Giorgio Cadamuro, 70enne originario di Treviso ma residente ad Assisi, e Cristina Maria Preda, 46enne di origini romene e anch'essa residente ad Assisi, hanno ingannato una donna di Pieve di Cadore.

La vittima, una 50enne affetta da diverse patologie fisiche e psicologiche, tra cui dipendenza da sostanze stupefacenti, cirrosi epatica e disturbi psichiatrici, aveva appena vissuto un trauma personale con la morte del coniuge, avvenuta il 22 dicembre 2023. In quel periodo, Cadamuro, che si faceva chiamare “don Bruno” della diocesi di Conegliano, e la sua complice, si sono avvicinati alla donna con la scusa di offrirle supporto spirituale in un momento delicato della sua vita.

Con il pretesto di volerla aiutare a superare il lutto e le difficoltà personali, i due sono riusciti a guadagnarsi la sua fiducia, convincendola a consegnare loro diverse somme di denaro. La truffa ha incluso anche il ritiro del bancomat della donna, con il quale hanno effettuato prelievi per un totale di 1.039 euro. I due avevano anche ottenuto una procura notarile per gestire i beni ereditati dalla donna, senza alcun legittimo diritto.

Il caso è emerso quando la vittima, sconvolta, ha chiamato i carabinieri, che hanno avviato un’indagine. I due sono ora accusati di circonvenzione di incapace e sostituzione di persona. Cadamuro, difeso dall’avvocato Giorgio Gasperin, e la Preda, assistita dall’avvocato Valentina Stefani, si trovano ora a processo, mentre le indagini continuano per raccogliere ulteriori prove e testimonianze.

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