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Maxi operazione antifrode tra Veneto e Sicilia: smantellata fabbrica clandestina di sigarette

Sequestri per tonnellate di tabacchi illegali e impianti da milioni di euro. Coinvolte 13 persone, danno erariale stimato in centinaia di milioni

Maxi operazione antifrode tra Veneto e Sicilia: smantellata fabbrica clandestina di sigarette

Foto di repertorio

Una filiera del contrabbando sofisticata, ramificata e altamente produttiva è stata smantellata dalla Guardia di Finanza di Palermo in collaborazione con la Procura Europea. L’operazione, vasta e articolata, ha portato al sequestro di una fabbrica clandestina di sigarette e di diversi centri di stoccaggio distribuiti tra Veneto e Sicilia.

Oltre 70 finanzieri, con il supporto dei reparti di Verona e Padova, hanno eseguito perquisizioni che hanno consentito di intercettare numeri imponenti: 17 tonnellate di sigarette pronte per la vendita e 8 tonnellate di tabacco triturato, oltre a macchinari e materiali destinati alla produzione illegale.

Il cuore dell’organizzazione era nascosto all’interno di un polo logistico a Castagnaro, in provincia di Verona. Qui i militari hanno individuato un impianto industriale perfettamente attrezzato, del valore superiore ai 2 milioni di euro, capace di produrre fino a 4 milioni di sigarette al giorno. Una struttura tecnologicamente avanzata, progettata per operare su larga scala e alimentare il mercato nero con continuità.

All’interno dello stabilimento, esteso su oltre 5mila metri quadrati, sono state trovate ulteriori 8 tonnellate di sigarette, grandi quantità di tabacco e 108 bancali di materiali per il confezionamento, inclusi imballaggi contraffatti recanti marchi noti come Marlboro e Winston.

La rete logistica si estendeva anche nel Padovano. Nei depositi di Monselice e Terrassa Padovana sono stati sequestrati altri 31 bancali di materiali e circa 9 tonnellate di sigarette prodotte illegalmente.

Durante l’operazione, i finanzieri hanno identificato 11 lavoratori stranieri, tra cittadini bulgari e ucraini, impiegati e alloggiati in condizioni precarie all’interno della stessa fabbrica. Con loro, sono stati denunciati anche due cittadini italiani, ritenuti responsabili della gestione dell’opificio e dei depositi.

Le indagini, complesse e prolungate, sono partite da sequestri effettuati a Palermo e hanno permesso di risalire l’intera catena di approvvigionamento. Determinante è stata l’attività di monitoraggio, condotta con sistemi di videosorveglianza, pedinamenti e appostamenti, che ha consentito di individuare i luoghi di produzione nonostante le cautele adottate dall’organizzazione.

Il giro d’affari era enorme: secondo le stime, l’immissione sul mercato delle sigarette sequestrate avrebbe causato un’evasione fiscale di circa 3,5 milioni di euro tra accise e IVA. Ancora più rilevante il potenziale dell’impianto, capace di generare profitti illeciti per 700mila euro al giorno, pari a oltre 240 milioni l’anno, con un danno per le finanze pubbliche stimato in circa 160 milioni.

L’operazione rappresenta il punto più alto di una serie di interventi condotti negli ultimi nove mesi in diverse regioni italiane. Nel complesso, le Fiamme Gialle hanno denunciato 33 persone di varie nazionalità e sequestrato quattro fabbriche clandestine, oltre 72 tonnellate di sigarette illegali, circa 50 tonnellate di tabacco e centinaia di bancali di materiali per la produzione.

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