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Cronaca
19.03.2026 - 09:19
Immagine di repertorio
Tre condanne e tre assoluzioni: è il bilancio della sentenza sul caso di Mattia Battistetti, il giovane lavoratore morto sul lavoro, che ha lasciato famiglie e sindacati profondamente delusi. Cgil Treviso e Cisl Belluno Treviso, costituitisi parte civile nel processo, hanno espresso “amarezza e delusione” per un verdetto che, secondo loro, non rende giustizia né a Mattia né ai troppi lavoratori vittime di infortuni mortali sul lavoro.
“I segnali inviati dalla sentenza sono troppo lievi e non rafforzano la cultura della sicurezza né ribadiscono il valore della vita nei luoghi di lavoro”, dichiarano i segretari generali Sara Pasqualin e Francesco Orrù. Le organizzazioni sottolineano inoltre che sarà fondamentale leggere le motivazioni del giudice per comprendere appieno le decisioni, ribadendo la vicinanza alla famiglia di Mattia e il loro impegno a supportarla nei prossimi passi legali.
Il giudice ha riconosciuto la legittimità della costituzione di parte civile dei sindacati, ha attribuito la responsabilità penale ad alcuni imputati e rinviato al giudice civile la quantificazione dei danni subiti. Le parti civili vedranno inoltre riconosciute le spese legali sostenute.
Cgil e Cisl colgono l’occasione per ribadire la necessità di un impegno concreto sulla sicurezza: “Ogni morte sul lavoro è una sconfitta per tutto il sistema. Servono controlli più incisivi, prevenzione, formazione e responsabilità diffusa. La sicurezza deve essere una priorità inderogabile.”
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