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Cronaca
19.03.2026 - 17:42
Foto di repertorio
Negli ultimi giorni si sono moltiplicate le segnalazioni di tentativi di truffa nel territorio rodigino, in particolare nei comuni di Boara Polesine e Granzette. Nel mirino, ancora una volta, soprattutto le persone anziane, contattate telefonicamente da malviventi che si spacciano per appartenenti alle forze dell’ordine.
Il raggiro è quello ormai noto del “finto carabiniere”, ma con alcune varianti rispetto al passato. Se in precedenza veniva raccontato di incidenti stradali causati da familiari, con la richiesta urgente di denaro per evitare conseguenze penali, oggi la storia cambia forma: i truffatori parlano di una rapina in gioielleria e di un’auto usata per la fuga con una targa riconducibile a quella di un parente della vittima. Da qui la richiesta di controllare gioielli e oggetti preziosi presenti in casa.
Il meccanismo, però, resta sempre lo stesso: creare confusione e urgenza, facendo leva sull’affetto per i propri cari. Le vittime vengono trattenute a lungo al telefono, così da abbassare le difese e indurle a fidarsi, fino all’arrivo di un complice incaricato di ritirare denaro o preziosi direttamente a domicilio.
Si tratta di racconti che possono apparire poco credibili, ma che risultano efficaci proprio perché sfruttano la paura e la scarsa familiarità con le procedure delle forze dell’ordine. In questi casi, infatti, l’attenzione si sposta immediatamente sulla presunta situazione di pericolo che coinvolgerebbe un familiare.
Le forze dell’ordine ricordano che è possibile difendersi con poche semplici accortezze: non farsi prendere dal panico, interrompere la telefonata e segnalare quanto raccontato contattando direttamente il 112 o il 113.
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