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Frode fiscale e riciclaggio: la Guardia di Finanza blocca il “sistema apri e chiudi”

Interdizione per un commercialista veneto coinvolto nella rete di empori con debiti milionari e flussi illeciti verso la Cina

Frode fiscale e riciclaggio: la Guardia di Finanza blocca il “sistema apri e chiudi”

Foto di repertorio

Un sistema di evasione fiscale strutturato e sofisticato, che sfruttava la tecnica del cosiddetto “apri e chiudi”, è stato smantellato dai finanzieri della Compagnia di Faenza. L’indagine, coordinata dalla Procura di Ravenna e denominata “Orient Express”, ha portato all’emissione di una misura interdittiva nei confronti di un commercialista veneto, ritenuto responsabile di aver agevolato le condotte illecite di un imprenditore con sede tra Faenza, Occhiobello (RO) e Cervignano del Friuli (UD).

Secondo quanto ricostruito, l’imprenditore continuava a gestire una rete di empori attraverso diverse società, che accumulavano ingenti debiti tributari senza mai versare le imposte. Le società venivano periodicamente sostituite da nuove partite IVA, permettendo di proseguire l’attività commerciale senza oneri fiscali: un meccanismo consolidato noto appunto come “apri e chiudi”.

Le indagini hanno inoltre evidenziato come i proventi dell’evasione venissero progressivamente trasferiti in Cina, paese di origine dell’imprenditore, tramite fatture fittizie emesse da società inesistenti, create solo per giustificare costi mai sostenuti.

L’operazione ha già portato al deferimento di 20 soggetti all’Autorità Giudiziaria per reati di frode fiscale, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, e al sequestro di patrimoni per un totale di 10 milioni di euro. Contestualmente, un amministratore giudiziario è stato nominato per la gestione e liquidazione dei compendi aziendali coinvolti.

Per il commercialista coinvolto, il Tribunale di Ravenna ha disposto l’interdizione dall’esercizio della professione, evidenziando il suo ruolo nel supportare le condotte illecite del cliente.

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