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Cronaca
22.03.2026 - 11:41
Foto Ansa
La Guardia Costiera ha sequestrato circa 26 tonnellate di prodotti ittici non conformi alle norme su etichettatura e tracciabilità, nell’ambito di 89 ispezioni che hanno portato a 13 sanzioni amministrative per un totale di circa 40 mila euro.
I controlli hanno interessato Veneto, Lombardia orientale, le Province autonome di Trento e Bolzano e la provincia di Pordenone. L’operazione, coordinata dal Centro di controllo area pesca (Ccap) della Direzione marittima di Venezia, ha evidenziato diverse irregolarità lungo l’intera filiera.
Tra le principali criticità riscontrate, casi di informazioni fuorvianti nei menu di alcuni ristoranti, tali da trarre in inganno i consumatori su natura, qualità e caratteristiche dei prodotti serviti. In particolare, in un rifugio alpino e in due ristoranti situati tra Val Badia e Val Gardena, è stata accertata la somministrazione di specie pregiate – tra cui tonno rosso, gamberi, merluzzo, calamari e percebes – prive delle indicazioni obbligatorie di tracciabilità. L’intervento ha portato al sequestro di circa 160 chilogrammi di prodotto, successivamente distrutti, e a sanzioni per 9 mila euro, con il supporto dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige.
Ulteriori verifiche hanno riguardato anche un esercizio etnico a Bergamo, che ha consentito di risalire a un grossista della provincia di Vicenza. Qui, al termine di un’attività ispettiva durata più giorni e svolta in celle frigorifere a -20 gradi, sono stati individuati ingenti quantitativi di prodotti ittici surgelati di origine estera con etichettatura irregolare o incompleta. Tra le specie sequestrate figurano sgombri, pesce rampicante del Pacifico, pesce testa di serpente, tilapia, carpa asiatica, gamberi e savette, per un totale di circa 25,5 tonnellate.venezia
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