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Cronaca
22.03.2026 - 11:56
Immagine di repertorio
È di due morti, tre feriti gravi e due lievi il bilancio definitivo della valanga che si è staccata ieri mattina in val Ridanna, in Alto Adige. A comunicarlo è la Centrale di emergenza di Bolzano, al termine delle operazioni di soccorso.
La slavina si è verificata alle 11.40 a quota 2.445 metri, nei pressi di Cima d’Incendio. Il distacco, con un fronte di circa 150 metri, ha interessato un ampio pendio particolarmente ripido, coinvolgendo complessivamente 25 scialpinisti presenti in quel momento. La maggior parte è stata solo sfiorata dalla massa nevosa, evitando conseguenze più gravi.
Immediata la mobilitazione dei soccorsi, con una maxi-operazione che ha visto impegnati circa 80 operatori del Soccorso alpino del Cnsas, dell’Alpenverein e della Guardia di finanza, supportati da unità cinofile e vigili del fuoco. Sei gli elicotteri intervenuti, provenienti anche dall’Austria. In via precauzionale sono stati allertati gli ospedali di Bolzano, Merano, Bressanone e Innsbruck.
Determinante, nelle prime fasi, anche l’intervento degli scialpinisti rimasti illesi, che hanno avviato le ricerche dei travolti utilizzando Arva e sonde, poi affiancati dalle squadre di soccorso. Nonostante la rapidità delle operazioni, per due uomini non c’è stato nulla da fare: si tratta di Martin Parigger, 62 anni, guida alpina di Ridanna, e Alexander Froetscher, 56 anni, originario della valle ma residente in Austria.
Tra i feriti, la situazione più grave riguarda una giovane di 26 anni di Brescia, trasferita alla clinica universitaria di Innsbruck. In condizioni critiche anche un turista tedesco e un cittadino austriaco, mentre due tedeschi hanno riportato ferite lievi.
La tragedia ha profondamente colpito la comunità della val Ridanna, riaccendendo l’attenzione sui rischi legati alle escursioni in alta quota in condizioni invernali.
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