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Cronaca
23.03.2026 - 07:49
Foto di repertorio
Momenti di grande tensione sabato sera sull’Adamello, quando due scialpinisti di 31 anni, padre e figlio, sono rimasti bloccati da una violenta bufera di neve a circa 2.600 metri di quota, tra il rifugio Mandrone e la zona dei Caduti dell’Adamello. I due avevano programmato di sorprendere un familiare in quota, ma partendo troppo tardi si sono trovati intrappolati dalle condizioni meteorologiche avverse.
La chiamata di soccorso è arrivata alle 20.50 al numero unico 112, tramite un conoscente che aveva ricevuto messaggi di aiuto dai due escursionisti. Vista la situazione critica e le condizioni meteo estreme, il soccorso alpino trentino ha attivato immediatamente le proprie stazioni, in particolare quella di Passo del Tonale e di Vermiglio, per coordinare l’operazione di recupero.
I due bloccati hanno trovato rifugio sotto un ponte, utilizzando coperte termiche per proteggersi dal freddo, mentre il gestore del rifugio Mandrone, insieme a una guida alpina, si è avvicinato il più possibile, percorrendo tratti impervi e instabili, con mini sci ai piedi, per portarli in salvo. La fase più difficile è stata l’ultimo tratto, dove la neve profonda e il terreno instabile hanno reso impossibile l’accesso in autonomia.
Dopo circa un’ora e mezza di intervento, i due scialpinisti sono stati finalmente raggiunti e accompagnati al sicuro al rifugio, illesi ma spaventati. Il comandante del soccorso alpino, Denk Redolli, ha sottolineato l’importanza della prudenza in montagna, della pianificazione accurata e della consultazione dei bollettini meteo prima di affrontare percorsi in quota.
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