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24.03.2026 - 07:44
Foto di repertorio
Nati quasi per curiosità, oggi sono diventati uno strumento decisivo nelle operazioni di soccorso. I droni dei vigili del fuoco volontari di Levico Terme si sono trasformati, nel giro di pochi anni, in una risorsa operativa capace di fare la differenza, soprattutto nella ricerca di persone scomparse.
Dal 2022 a oggi, grazie all’impiego dei sistemi a pilotaggio remoto, il nucleo Uas (Unmanned Aircraft Systems) del corpo ha contribuito al ritrovamento di quattro dispersi. Un risultato significativo, soprattutto considerando che si tratta di una realtà volontaria, tra le poche in provincia ad aver sviluppato una struttura dedicata a questo tipo di tecnologia.
L’esperienza ha avuto origine nel 2019, quando alcuni vigili hanno iniziato a utilizzare droni per passione personale, sperimentandone l’impiego anche in piccoli sopralluoghi. Da lì, il passo verso un utilizzo più strutturato è stato naturale: i volontari hanno acquisito le certificazioni necessarie e dato vita a un vero e proprio nucleo specializzato, oggi composto da sei operatori e coordinato dal capo plotone Michele Cetto.
Nel tempo anche la tecnologia si è evoluta. Dai primi modelli dotati di semplici telecamere si è passati a strumenti più avanzati, come il drone acquisito nel 2023 grazie a una donazione, equipaggiato con sensori a infrarossi. Un salto di qualità che ha ampliato notevolmente le possibilità operative, soprattutto in scenari complessi o con scarsa visibilità.
Le applicazioni sono molteplici: monitoraggio di incendi, ispezioni in quota, controllo di aree difficilmente accessibili e supporto nelle emergenze. Il nucleo ha già contribuito alla gestione di incendi boschivi, alla verifica di coperture danneggiate e perfino al ritrovamento di animali dispersi.
Ma è nella ricerca di persone che i droni hanno dimostrato il loro valore. Grazie alla visuale dall’alto e alla possibilità di montare altoparlanti, i dispositivi consentono non solo di individuare i dispersi, ma anche di comunicare con loro, fornendo indicazioni e rassicurazione. In alcuni casi, è proprio il drone a guidare la persona smarrita verso i soccorritori.
Tra gli interventi più significativi, il ritrovamento di un parapendista individuato grazie alla vela, il soccorso di un escursionista e l’individuazione di una persona priva di sensi. Non tutti gli esiti, però, sono stati positivi: un anziano rintracciato in campagna è deceduto nei giorni successivi.
Singolare uno degli ultimi episodi: durante le ricerche di una persona segnalata come dispersa nei pressi del lago, il pilota del drone è stato avvicinato da un uomo incuriosito. Solo dopo pochi istanti si è capito che si trattava proprio della persona che si stava cercando.
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