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Mara Baldo, coltivatrice biologica, è la nuova presidente di CIA agricoltori trentini

Mara Baldo + Paolo Calovi CIA agricoltori

Mara Baldo (sx) con l'ex presidente Calovi - credito foto CIA Trentino

Già vicepresidente ex presidente di Donne in campo, prende in mano le redini nel solco dell'uscente Paolo Calovi

La nuova presidente di CIA – confederazione Agricoltori italiani Trentino è Mara Baldo. E’ stata eletta dal nuovo consiglio direttivo, uscito nei giorni scorsi dall’assemblea dei soci e delle socie. Baldo è la prima donna nella storia locale di CIA a presiedere l’associazione di categoria.

La presidente è titolare di un’azienda agricola biologica a Romagnano di Trento, specializzata nella produzione di mele, ciliegie e viti, associata a La Trentina. Da anni impegnata nel sistema di rappresentanza agricola, è stata vicepresidente di CIA Trentino dal 2018 e, in precedenza, componente del Consiglio direttivo. È stata inoltre presidente di Donne in Campo Trentino dalla sua fondazione nel 2007 fino al 2018, promuovendo attivamente il tema dell’imprenditoria femminile in agricoltura.

“Vorrei lavorare nel solco del vecchio presidente del nostro consiglio – annuncia al nostro taccuino la neo-presidente Mara Baldo - Le priorità sono quelle di far vivere le aziende agricole in un territorio trentino di montagna difficile da da governare. Quando dico far vivere le aziende di montagna che hanno difficoltà intendo a tutto tondo capire le necessità ed essere a fianco delle aziende, una delle priorità è quella di mantenere un territorio montano coltivato”.

Sul comparto del biologico esprime questa valutazione: “È un settore in difficoltà perché ci sono tante spese e il prodotto biologico -vuoi perché i problemi economici delle famiglie sono tanti, vuoi perché non è veicolato, non lo so, comunque non ha un buon mercato, diciamo così: il prezzo col quale noi lo vediamo in negozio non corrisponde a ciò che viene corrisposto a noi, quindi purtroppo non lo vedo un settore in salute”.

Le sfide lasciate dal presidente uscente Paolo Calovi sono sul terreno: costi dei carburanti, prezzi sempre a  rischio di insufficiente redditività dei prodotti agricoli strappati ad un mercato avaro e fnianziarizzato, burocrazia, reperimento del personale.

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