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Pesca
21.03.2026 - 10:19
Commissario Enrico Caterino
Il commissario straordinario nazionale Enrico Caterino evidenzia le opportunità di sviluppo commerciale del granchio blu, sottolineando l’importanza di mettere in sicurezza gli allevamenti di bivalvi.
Delta- Oltre 1.200 tonnellate di granchio blu sono state commercializzate nel 2025, ma i costi di gestione erodono gran parte dei ricavi. Nel Delta del Po il fenomeno ha ormai superato la fase emergenziale, trasformandosi in una criticità strutturale per l’economia della pesca e dell’acquacoltura.
«Si tratta di un fenomeno strutturale – ha affermato il direttore di Veneto Agricoltura, Federico Caner –. La sfida è convivere con la specie e affrontarla in modo efficace».
«Siamo in una fase un po’ più serena, anche per i pescatori, perché si sta creando l’opportunità di uno sviluppo del circuito commerciale. È un fenomeno nuovo per noi e speriamo possa diventare una risorsa. Però dobbiamo mettere in sicurezza gli allevamenti di bivalvi: questo è il nostro obiettivo». Così il commissario straordinario nazionale per il granchio blu, Enrico Caterino, è intervenuto a margine della presentazione dei dati elaborati da Veneto Agricoltura, diffusi il 20 marzo a Palazzo Celio, a Rovigo.
Il fenomeno ha assunto negli ultimi anni dimensioni sempre più rilevanti, in particolare nelle aree lagunari della Sacca di Scardovari e della vicina Sacca di Goro, dove la presenza della specie ha esercitato una forte pressione sulle produzioni della molluschicoltura, pilastro dell’economia locale.
Nel dettaglio, nel 2025 i quantitativi commercializzati hanno raggiunto 1.204 tonnellate, per un valore complessivo di 1,91 milioni di euro e un prezzo medio di 1,58 euro al chilo. Rispetto al 2024 si registra un incremento significativo: +70,9% nei volumi e +85,4% nel valore delle vendite.
Una crescita che, però, non si traduce in un reale miglioramento della redditività. L’aumento dell’offerta non è accompagnato da una sufficiente capacità di assorbimento del mercato, mantenendo i prezzi su livelli contenuti.
Particolarmente critico il tema delle eccedenze: nel 2025 il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine ha gestito lo smaltimento di circa 1.163 tonnellate di prodotto non commercializzabile, con un costo superiore a 1,39 milioni di euro, pari a circa il 73% del valore generato dalla vendita.
Le ricadute sul tessuto produttivo sono pesanti. Tra il 2022 e il 2025 il comparto dell’acquacoltura in provincia di Rovigo ha registrato una forte contrazione: nel solo 2025 le imprese attive calano del 28,1%, mentre gli addetti diminuiscono del 24,8%. Rispetto al picco del 2023, la riduzione complessiva sfiora il 39% delle imprese e il 35% dell’occupazione.
Nel Delta, territorio vocato alla molluschicoltura, il granchio blu si conferma quindi come un fattore strutturale di instabilità economica e organizzativa. Parallelamente crescono le iniziative per il contenimento della specie e la sua valorizzazione commerciale, ma il riequilibrio tra costi e ricavi resta ancora lontano.
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