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Il granchio blu ridisegna la pesca nel Delta

I dati di Veneto Agricoltura  evidenziano un incremento del 70,9% dei volumi commercializzati, ma restano criticità nella redditività e nella gestione delle eccedenze

Commissario Enrico Caterino

Commissario Enrico Caterino

Il commissario straordinario nazionale Enrico Caterino evidenzia le opportunità di sviluppo commerciale del granchio blu, sottolineando l’importanza di mettere in sicurezza gli allevamenti di bivalvi.

Delta- Oltre 1.200 tonnellate di granchio blu sono state commercializzate nel 2025, ma i costi di gestione erodono gran parte dei ricavi. Nel Delta del Po il fenomeno ha ormai superato la fase emergenziale, trasformandosi in una criticità strutturale per l’economia della pesca e dell’acquacoltura.

«Si tratta di un fenomeno strutturale – ha affermato il direttore di Veneto Agricoltura, Federico Caner –. La sfida è convivere con la specie e affrontarla in modo efficace».

«Siamo in una fase un po’ più serena, anche per i pescatori, perché si sta creando l’opportunità di uno sviluppo del circuito commerciale. È un fenomeno nuovo per noi e speriamo possa diventare una risorsa. Però dobbiamo mettere in sicurezza gli allevamenti di bivalvi: questo è il nostro obiettivo». Così il commissario straordinario nazionale per il granchio blu, Enrico Caterino, è intervenuto a margine della presentazione dei dati elaborati da Veneto Agricoltura, diffusi il 20 marzo a Palazzo Celio, a Rovigo.

Il fenomeno ha assunto negli ultimi anni dimensioni sempre più rilevanti, in particolare nelle aree lagunari della Sacca di Scardovari e della vicina Sacca di Goro, dove la presenza della specie ha esercitato una forte pressione sulle produzioni della molluschicoltura, pilastro dell’economia locale.

Nel dettaglio, nel 2025 i quantitativi commercializzati hanno raggiunto 1.204 tonnellate, per un valore complessivo di 1,91 milioni di euro e un prezzo medio di 1,58 euro al chilo. Rispetto al 2024 si registra un incremento significativo: +70,9% nei volumi e +85,4% nel valore delle vendite.

Una crescita che, però, non si traduce in un reale miglioramento della redditività. L’aumento dell’offerta non è accompagnato da una sufficiente capacità di assorbimento del mercato, mantenendo i prezzi su livelli contenuti.

Particolarmente critico il tema delle eccedenze: nel 2025 il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine ha gestito lo smaltimento di circa 1.163 tonnellate di prodotto non commercializzabile, con un costo superiore a 1,39 milioni di euro, pari a circa il 73% del valore generato dalla vendita.

Le ricadute sul tessuto produttivo sono pesanti. Tra il 2022 e il 2025 il comparto dell’acquacoltura in provincia di Rovigo ha registrato una forte contrazione: nel solo 2025 le imprese attive calano del 28,1%, mentre gli addetti diminuiscono del 24,8%. Rispetto al picco del 2023, la riduzione complessiva sfiora il 39% delle imprese e il 35% dell’occupazione.

Nel Delta, territorio vocato alla molluschicoltura, il granchio blu si conferma quindi come un fattore strutturale di instabilità economica e organizzativa. Parallelamente crescono le iniziative per il contenimento della specie e la sua valorizzazione commerciale, ma il riequilibrio tra costi e ricavi resta ancora lontano.

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