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Infrastrutture
28.03.2026 - 21:51
Rosolina.: ponte ferroviario di Villaggio Norge
Il 28 marzo 2026 ha segnato un traguardo storico per la navigazione interna del Polesine: dopo 59 anni dalla costruzione, la campata centrale del ponte ferroviario di Villaggio Norge ( Rosolina) è stata alzata. L’intervento – che permette ora di alzare il ponte fino a 7 metri sul livello medio mare – rimuove uno dei principali colli di bottiglia della tratta navigabile Venezia–Mantova, aprendo nuove opportunità per il trasporto fluviale, il turismo e lo sviluppo delle vie d’acqua.
Rosolina/Loreo- Il 28 marzo 2026 è una data simbolica per il Polesine e per l’intero sistema della navigazione interna. Dopo 59 anni, la campata mobile del ponte ferroviario sul Po di Brondolo di Rosolina si è finalmente sollevata, rendendo operativo un meccanismo previsto fin dalla costruzione dell’infrastruttura, datata 1967, ma mai attivato fino a oggi.
Il ponte era infatti stato progettato con una campata centrale predisposta al sollevamento, pensata per consentire il transito di imbarcazioni, di varie dimensioni, lungo la tratta Venezia–Mantova. Per decenni però quella predisposizione è rimasta inattiva, trasformando il ponte in uno dei principali colli di bottiglia della navigazione interna. L’altezza ridotta impediva il passaggio di imbarcazioni turistiche di medie dimensioni e limitava il potenziale del trasporto merci su acqua, costringendo gli operatori a scelte meno efficienti.
L’intervento concluso il 28 marzo ha permesso di ripristinare e rendere finalmente operativa la campata mobile, dotata ora di un moderno sistema di movimentazione oleodinamico che permette al ponte di sollevarsi fino a 7 metri sul livello medio mare. Un cambiamento che apre una nuova stagione per il Polesine, favorendo: il passaggio da gomma ad acqua per una parte del trasporto merci; il transito di imbarcazioni turistiche di medie dimensioni, con ricadute positive sull’economia del turismo fluviale; una navigazione più fluida e continua lungo un asse strategico come quello del Po di Brondolo.

A sottolineare il valore del traguardo raggiunto è Rudy Toninato, presidente di Assonautica Acque Interne Veneto–Emilia, che definisce quello del 28 marzo “un sogno che si avvera”, una data destinata a restare nel cuore di chi opera sulle vie d’acqua e che per anni ha dovuto fare i conti con le limitazioni del ponte.
Toninato evidenzia il ruolo fondamentale di chi ha reso possibile il risultato: l’ingegnere Francesco Veronese, che ha seguito il progetto con continuità; l’ex assessore regionale Elisa De Berti, determinante per il finanziamento dell’opera; gli ingegneri Fasiol prima e Grosso oggi, di Veneto Infrastrutture, che hanno portato avanti il percorso tecnico-amministrativo; gli operai che, in anni di cantiere, hanno trasformato un progetto rimasto sulla carta per decenni in un’infrastruttura finalmente funzionante
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